Il cinema a scuola con “I Ragazzi della Bovisa” nell'istituto di Milano dedicato a Ermanno Olmi

Venerdì 7 Maggio 2021
Il cinema a scuola con “I Ragazzi della Bovisa” nell'istituto di Milano dedicato a Ermanno Olmi

Era la sua scuola, è stato il suo rifugio sotto le bombe e in suo nome tanti ragazzi faranno cinema. A tre anni dalla scomparsa di Ermanno Olmi, l'Istituto comprensivo Maffucci di Milano è stato intitolato alla memoria del grande regista, che da ragazzo frequentò la scuola elementare di viale Bodio, nei cui sotterranei si può visitare il Rifugio 87. Qui lo stesso Olmi si rifugiò per sfuggire ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, come racconta nel suo romanzo Ragazzo della Bovisa. E si intitola proprio “I ragazzi della Bovisa il progetto di cinema a scuola, fatto dai ragazzi per i ragazzi, che da un paio d'anni il regista Fabio Martina porta avanti nelle elementari e medie della zona. Finanziato dal ministero dell'Istruzione e dalla Siae e realizzato da Circonvalla Film, in collaborazione con l'Università Milano-Bicocca, il progetto è diventato un festival, oggi alla sua prima edizione: il Baloss festival - il cinema fatto dai ragazzi.

E sarebbero piaciuto a Olmi - garantisce il figlio Fabio - i 10 cortometraggi interamente scritti e interpretati dai bambini, anche loro alle prese con le difficoltà della pandemia, tanto che per girare alcuni lavori - appena terminato il lockdown dello scorso anno - la dirigente Laura Barbirato aveva riaperto la scuola solo per le riprese. «Il festival è nato per dare visibilità ai lavori fatti nei laboratori scolastici - racconta Martina - e soprattutto perché mancava un cinema fatto dai ragazzi per i ragazzi dove potessero raccontare le loro storie. Per questo, sull'esempio di quanto fatto da Kiarostami in Iran, mi piacerebbe aprire un centro di cinema per l'infanzia e l'adolescenza». Da domani i 10 cortometraggi verranno proiettati in streaming: da Guardami negli occhi, che racconta i problemi di comunicazione tra adolescenti, a Tre bravi ragazzi, che affronta il tema della competizione, fino a Tutta colpa del condizionale dove Cristina e Simone, mentre coniugano in classe il condizionale del verbo scappare, si fanno trasportare dal sogno di fuggire da scuola. 

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