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David di Donatello, boom di Sorrentino nella notte dei sogni: miglior film e regia per “È stata la mano di Dio”. Sei statuette per “Freaks Out”

Ieri sera a Cinecittà la cerimonia di consegna dei premi più ambiti e prestigiosi del cinema italiano. Exploit di Gabriele Mainetti

Martedì 3 Maggio 2022 di Gloria Satta
David di Donatello, i premi: Teresa Saponangelo miglior attrice non protagonista. Scarpetta batte Sorbillo

Aria di festa, strette di mano, abiti da sera e red carpet: mascherine a parte, la pandemia sembrava dimenticata. Alla 67esima edizione dei David di Donatello, ospitata a Cinecittà tra i templi dell’”Antica Roma”, ha trionfato È stata la mano di Dio, l’emozionante autobiografia di Paolo Sorrentino, Leone d’argento a Venezia e finalista agli Oscar: ha avuto 5 premi (su 16 nomination) cioè miglior film, regia, attrice non protagonista (Teresa Saponangelo, nel ruolo della mamma del regista), fotografia di Daria D’Antonio (ex aequo con Freaks Out), David Giovani. «Felicità. Ringrazio papà, mamma e tutta la mia famiglia che ho camuffato nel film», ha reagito il regista premio Oscar, «senza di loro non l’avrei girato». 

La canzone

Freaks Out di Gabriele Mainetti, stesso numero di candidature, ha vinto 6 statuette: miglior produttore, scenografia, acconciatura, trucco, effetti visivi, fotografia di Michele D’Attanasio ex aequo con È stata la mano di Dio. Per Qui rido io di Mario Martone (14 nomination) si è affermato come miglior attore non protagonista il 29enne Edoardo Scarpetta e ha fatto un ringraziamento irrituale: «Viva il cinema, merda a tutti gli altri». A Qui rido io è andato anche il premio per i costumi e Laura Samani ha ricevuto quello come regista esordiente per Piccolo corpo. Manuel Agnelli ha conquistato il David (unico su 11 candidature) per la canzone di Diabolik La profondità degli abissi, Nicola Piovani per le musiche di I fratelli De Filippo.

Contraddizioni

Trasmessa in diretta su Rai1, conduttori Carlo Conti e l’”eleganzissima” Drusilla Foer anche nel ruolo (riuscito) di cantante, la cerimonia si è svolta all’insegna della solennità ma anche dell’ironia. In platea il ministro Dario Franceschini, Piera Detassis presidente dei David, l’ad Rai Carlo Fuortes. Applauditissimi i migliori attori protagonisti: la 17enne calabrese Swamy Rotolo che nel film A Chiara sceglie di allontanarsi dalla propria famiglia criminale, e Silvio Orlando per il ruolo del boss carcerato in Ariaferma. Ennio di Giuseppe Tornatore ha vinto come miglior documentario, per il montaggio, per il suono dopo aver incassato in sala 2 milioni e mezzo. «Credo che il segreto di questo grande successo», ha detto il regista premio Oscar, «sia nel fatto che Morricone si è rivolto al pubblico come un amico». La notte dei David è stata la festa del cinema e, paradossalmente, delle sue contraddizioni: la produzione non è mai stata tanto vivace, eppure le sale non sono mai apparse tanto vuote. E sarebbero 120 i film italiani, pronti o quasi pronti, che non sono ancora usciti o stentano ad uscire si attende la legge destinata ad allungare la ”finestra”, cioè la permanenza di un film in sala prima dello sbarco su una piattaforma. 

Facce nuove

Quest’anno erano candidate tante facce nuove da Rosa Palasciano ad Aurora Giovinazzo, Filippo Scotti, Pietro Castellitto, Vanessa Scalera, la stessa Swamy Rotolo. Le primedonne Giovanna Ralli, David alla carriera, e Sabrina Ferilli, David speciale, hanno strappato la standing ovation. Statuetta speciale anche ad Antonio Capuano, il regista mentore di Sorrentino, Belfast miglior film internazionale e David dello spettatore a Me contro te - Il mistero della scuola incantata con i due giovanissimi youtuber siciliani Luì e Sofì che nessuno ammette di seguire ma tutti invidiano perché fanno incassi da blockbuster americano. La guerra è stata poi evocata dal monologo del Grande Dittatore di Charlie Chaplin, letto da Drusilla e più che mai attuale.

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 01:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA