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Fata Madrina Cercasi, Isla Fisher su Disney+: «Basta stereotipi antiquati, io e Jillian Bell vi portiamo una favola moderna»

Venerdì 4 Dicembre 2020 di federica volpe
Fata Madrina Cercasi, Isla Fisher su Disney+: «Basta stereotipi antiquati, io e Jillian Bell vi portiamo una favola moderna»

Il regalo di Natale di Disney+ è un film divertente, familiare ma con dei messaggi forti e oggi, più che mai, essenziali. Ambientato appunto nel periodo natalizio, Fata Madrina Cercasi è una commedia con protagonista Eleanor, una giovane e inesperta fata madrina in formazione (Jillian Bell) che, dopo aver sentito che la professione da lei scelta rischia l’estinzione, decide di mostrare al mondo che le persone hanno ancora bisogno delle fate madrine. Dopo aver trovato una lettera smarrita di una bambina di 10 anni in difficoltà, Eleanor la rintraccia e scopre che la bambina, Mackenzie, è ora una mamma single di 40 anni (Isla Fisher) che lavora in un notiziario di Boston. Avendo perso il marito molti anni prima, Mackenzie ha quasi rinunciato all’idea del “E vissero per sempre felici e contenti”, ma Eleanor è fermamente decisa a dare a Mackenzie una svolta di felicità, che a lei piaccia o no. Fata Madrina Cercasi è diretto da Sharon Maguire (Il diario di Bridget Jones, Bridget Jones's Baby).

Questo film mi è piaciuto moltissimo perché ha sovvertito quegli stereotipi un po’ antiquati e spesso troppo presenti dei precedenti film, pur mantenendo intatta la magia e l’aspetto fiabesco di una storia Disney. Mackenzie è una mamma single che conduce una routine stressante ma che riesce a trovare il suo lieto fine non tra le braccia di un principe azzurro ma nella consapevolezza che l’amore vero può presentarsi in moltissime forme diverse. Insomma la magia che si fonde alla realtà perfettamente con incantesimi che se non riescono sempre non importa, poiché proprio come nella vita, non sempre fila tutto liscio, ma gli imprevisti non devono certo arrestare la nostra corsa verso una felicità che, proprio come il vero amore, può presentarsi in tante forme diverse.

Ne ho parlato con le protagoniste Jillian Bell e Isla Fisher.

Parlatemi di questo film…

JILLIAN: “E’ la storia di Eleanor, una fata madrina in addestramento, che interpreto io. Lei scende sulla terra per dimostrare che le fate madrine sono ancora necessarie e per raggiungere questo scopo, si mette alla ricerca di una bambina di nome Mackenzie. Una volta sulla terra, viene a scoprire che la bambina ora è cresciuta, è un’adulta e madre interpretata dall'adorabile Isla Fisher. La vita l’ha resa una donna disillusa che non crede davvero di aver bisogno di una fata madrina. Ma scoprirà che non è così, che ne ha bisogno, ne abbiamo bisogno tutti.”

E, Jillian, lei ha dovuto girare tutto il film con un costume enorme, com’è stato?

JILLIAN: “Si e non avevo un cambio d’abito se non per una brevissima parentesi in cui il mio personaggio indossa un pigiama. E’ stato divertente tutto sommato, mi ha aiutato ad entrare e a rimanere nel personaggio, nella postura della fata madrina.”

Da bambini abbiamo tutti sognato di diventare personaggi Disney. Era così anche per voi?

JILLIAN: “Si e con questo film sento di aver realizzato quel sogno. Ho sempre voluto interpretare un personaggio magico e quello di Eleanor che, con incantesimi e formule che non sempre riescono, cerca di realizzare i sogni degli altri, non avrei potuto chiedere copione migliore.”

Quindi potete dire di aver realizzato un piccolo sogno personale con i ruoli che avete interpretato?

ISLA: “Nel mio caso ammetto, in tutta onestà, di non aver mai sognato di essere una mamma infelice perché nella vita reale non lo sono affatto, ma dal punto di vista lavorativo è stato interessante proprio per quello. Ho sperimentato qualcosa di totalmente diverso da me, mi sono concentrata sul soddisfare il primordiale bisogno di Mackenzie di ritrovare la felicità. E’ stato stupefacente.”

E quando incontriamo il suo personaggio, Mackenzie appunto, ci ritroviamo di fronte a una donna che ha quasi rinunciato all’idea di felicità. Spesso pensiamo che crescere equivalga a rinunciare ad alcuni sogni che avevamo da bambini, lei crede sia così?

ISLA: “Dal mio punto di vista, l’aspetto bello della vita, almeno per come io la vivo, è vederla come un libro aperto, senza caricarla troppo di aspettative. Sono sempre stata così, sin da bambina, non ripongo mai troppe speranze in nulla. Non so se questo mio aspetto caratteriale possa definirsi salutare, ma mi appartiene da sempre. Quindi ogni cosa per me è un’assoluta sorpresa: essere scritturata in un film, un matrimonio felice, una famiglia stupenda e che amo. Per me praticamente ogni cosa rappresenta un bonus, un regalo. Immagino sia bello avere dei grandi obbiettivi, ma allo stesso tempo credo sia altrettanto bello lasciare che lo sviluppo delle situazioni ci conduca a nuovi inizi che non necessariamente avevamo programmato o desiderato. E’ importante anche imparare ad uscire dalla nostra comfort zone ed essere aperti ad affrontare tutto, anche ciò che non avevamo previsto.”

Con questa pandemia mondiale che purtroppo ha costretto il mondo intero a fermarsi, forse c’è proprio bisogno di un film come questo, di una storia che ci spinga a credere ancora nel lieto fine ricordandoci che è sempre lì, ma alcune volte lo cerchiamo nei posti sbagliati. L’obbiettivo di questo film è quindi infondere un rinnovato senso di speranza?

ISLA: “Assolutamente si e soprattutto per le ragazzine, le giovani donne che guarderanno il film, è importante comunicare che il lieto fine non necessariamente comprende un castello, un principe azzurro e un abito per il ballo. Può essere semplicemente una benedizione che ci regala la vita, come i figli, la famiglia, un lavoro che amiamo.”

Alla fine del film vediamo Eleanor addestrare una nuova generazione di fate madrine e tra di esse c’è un ragazzo e credo sia bellissimo comunicare ai giovani un messaggio di inclusività ora più che mai necessario…

JILLIAN: “Le dico che quando ho letto quella scena sul copione per la prima volta, ho pianto. Sono onorata ed emozionata di aver partecipato ad un progetto così progressista. E’ essenziale oggi fare luce su chi si sente, purtroppo, ancora invisibile e farlo con un film Disney è una cosa bellissima.”

Jillian, nella pellicola interpreta una fata che esaudisce desideri, ma nella vita, ha dei desideri che vorrebbe esprimere?

JILLIAN: “Vorrei il vaccino per il Covid-19 quanto prima, così da poter tornare alla vita di prima. Penso sia un desiderio di tutti. Vorrei al più presto poter riabbracciare Isla e gli amici del cast.”

Un film Disney a sfondo natalizio, ma con tantissima commedia. Come avete bilanciato tutti i toni del film?

JILLIAN: “C’è stata molta improvvisazione, lo ammetto, ma non è stato un grosso sforzo addentrarsi nella parte comica del film perché il copione era già molto divertente quindi avevamo solidissime basi.”

Isla, lei, come mamma, crede nel concetto del raccontare favole ai suoi figli prima di andare a letto e, se si, quali favole racconta?

ISLA: “Molte delle storie a cui siamo abituati le trovo un po’ offensive, ad essere sincera. Viene sempre esaltata la figura maschile che salva la damigella debole e in difficoltà. Oppure la povera ragazza senza madre o abbandonata o con una matrigna diabolica. Questi sono stereotipi che non si sposano esattamente con ciò in cui io credo e voglio trasmettere ai miei figli. Quindi certo, racconto storie ai miei bambini, ma le riformulo, sostituisco le parole, non parlo della ‘bella’ ragazza, ma della giovane donna ‘intelligente’. Credo sia necessario che le madri di oggi sovvertano questi stereotipi così antiquati.”

Ed è forse necessario che lo facciano proprio i genitori e non i social media che spesso invece costituiscono ideali per i giovani non esattamente adeguati…

ISLA: “Guardi, per quanto mi riguarda, i social media, intesi proprio come piattaforme, vanno ripensati in maniera sostanziale. Diffondono odio, teorie su assurde cospirazioni, menzogne e odio. Tutto questo mette in serio pericolo il nostro pianeta, per non parlare della democrazia. Chi è ai vertici di queste piattaforme dovrebbe attenersi a regole base e standard che non includano diffusione d’odio, non dovrebbe neanche essere consentita la creazione di gruppi del genere eppure i social ne sono pieni. Dobbiamo impegnarci e coinvolgere tutti a fermare queste grandi corporation che non stanno facendo altro che cambiare il nostro modo di pensare fino al punto in cui ci ritroviamo a non sapere più a chi e in cosa credere.”

Federica Volpe da Los Angeles 

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