«Storia di camorra, teatro e tradimenti», Gelsomina Verde approda al cinema

di Diego Del Pozzo

La storia del barbaro omicidio della ventiduenne Gelsomina Verde, torturata e poi uccisa il 21 novembre 2004 nel pieno della faida di camorra tra clan Di Lauro e scissionisti, diventa un film, diretto dal documentarista napoletano Massimiliano Pacifico, che per l'esordio nel cinema di finzione ha scelto di raccontare, in modo estremamente originale, la terribile vicenda di quella povera ragazza che ebbe il solo torto di frequentare per qualche mese un ragazzo che aveva cambiato schieramento criminale. Mina, come era nota a tutti nel quartiere, per i suoi assassini ne conosceva il nascondiglio e per questo fu torturata per ore e poi uccisa senza pietà.

Il film si intitola proprio «Gelsomina Verde» e sarà proiettato in anteprima lunedì prossimo al Pesaro Film Festival, la storica Mostra internazionale del Nuovo cinema che si svolge da 55 anni nella cittadina costiera marchigiana. Prodotto da Daniele Gaglianone e Gianluca Arcopinto, in collaborazione con Rai Cinema, uscirà poi nei cinema italiani a novembre, nei giorni del quindicesimo anniversario della morte della ragazza. Per raccontare una vicenda così cruenta, il regista ha deciso di lavorare per sottrazione e si è rivolto al suo amore per il teatro. Così, ha coinvolto nel ruolo di se stesso il drammaturgo Davide Iodice e gli ha costruito addosso una trama che, nello svolgersi del film, si rivela quasi come un'indagine sul male.
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Martedì 11 Giugno 2019, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 11-06-2019 13:45
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