Galà del Cinema e della Fiction in Campania, dieci anni di successi

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di Giovanni Chianelli

Auguri al Galà del Cinema e della Fiction in Campania. Quest'anno compie dieci anni e la sua ideatrice, Valeria Della Rocca, è sicura che si tratti di una storia destinata a durare a lungo: «Per tutti noi è una data importante e sono convinta che di decennali ne festeggeremo altri».

Dieci anni fa, dopo aver saputo dell'interesse dei tour operator statunitensi per un film come «Il postino», ebbe l'idea di chiedere all'allora presidente della Film Commission, Luciano Stella, di collaborare nella creazione di un evento che raccontasse la regione e le sue risorse nell'audiovisivo. «E non era un buon momento, tra rifiuti e criminalità organizzata che imperversava». Mentre adesso che tutti fanno a gara per fare cinema in Campania, sente l'orgoglio «di aver anticipato una tendenza. Con coraggio». Insomma gli ospiti dell'edizione dell'anniversario (sabato il gran finale al castello di Castellammare), da Mario Martone a Matteo Garrone, da Enrico Vanzina a Sabrina Impacciatore, passando per Geppy Gleijeses e Franca Leosini, saranno i protagonisti di un compleanno vero.

Festeggiare i dieci anni, Valeria, che valore ha oltre alla legittima celebrazione?
«Festeggiamo dieci anni di impegno, professionalità, attenzione al territorio e ai giovani, incontri con maestri del cinema. Con questi ingredienti il nostro galà è destinato a durare a lungo, essendo ormai tra i principali appuntamenti di settore della regione».

Com'è nato?
«Impegnata nel settore di promozione e organizzazione di manifestazioni con la mia associazione Donne e turismo, cercavo un evento che valorizzasse la regione e le sue eccellenze, in una stagione dura come quella della crisi dei rifiuti e di Napoli sbattuta in prima pagina per delitti di camorra. Avevo saputo di un interesse notevole di tour operator e addetti ai lavori per alcune produzioni nate in Campania, su tutte Il postino di Massimo Troisi che trascinava migliaia di persone a Procida e nei luoghi dove era stato girato il film. Pensai di rivolgermi alla Film Commission e, con impegno e anche scommettendo in prima persona, nacque la prima, visionaria edizione».

Il successo di questi anni vi ha dato ragione.
«Penso si basi sulla miscela tra l'esperienza della mia associazione sul versante organizzativo e la competenza e la credibilità, dal punto di vista dello spessore dell'offerta, di Marco Spagnoli, il direttore artistico».

Facendo una carrellata dei momenti più importanti?
«Nei nostri premi teniamo conto di tutto il settore, dagli attori ai registi, dai produttori alla distribuzione, passando per ogni fase e mestiere di una filiera tanto complessa. Perciò ricordo l'esordio di Marco D'Amore come l'arrivo di Daniele Cesarano, presidente della società italiana di sceneggiatura, fino all'onore che ci fa quest'anno la presenza di Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa».

Ora il podio dei dieci anni: al primo posto?
«Il rapporto con i giovani. Siamo collegati alle principali università della Campania: Federico II, Suor Orsola, Accademia di Belle Arti e anche con la Pegaso. Poi abbiamo tenuto a battesimo grandi talenti come Miriam Candurro e lo stesso D'Amore, che il regista Sollima notò proprio da noi. Nelle giornate di galà abbiamo laboratori e workshop per i ragazzi, sperando che restino da noi e che colgano le tanti occasioni che ci sono. Ecco, sono fiera che la nostra manifestazione abbia creato occasioni».

Al secondo posto?
«Il rapporto con i grandi personaggi del cinema. Solo un aneddoto: la volontà di un mito come Claudia Cardinale di essere tra gli ospiti del galà. Ne fummo commossi. Ma riceviamo apprezzamento da tanti artisti, e in questo gioca anche la location, il magnifico castello del nono secolo di Castellammare».

E poi?
«L'unicità della nostra offerta: in altre regioni non ci sono premi dedicati a cinema e fiction, che è un settore di straordinario successo popolare, entrando, come fa, nelle case di tutti. Se il New Delhi Times ci ha messo accanto al Festival di Giffoni come principale evento dell'audiovisivo d'Italia, una ragione ci sarà».

Si dice che la vostra sia una giuria piuttosto severa.
«È un premio vero. Con una giuria rigorosa e una selezione attenta. Credo sia il motivo per cui artisti e operatori ci tengono molto a esserci. Si tratta di un galà, ma non di una passerella. L'aspetto glamour lo riserviamo alla prima e all'ultima serata, nel mezzo si lavora, con serietà e passione».

Un augurio di Valeria Della Rocca al galà?
«Che continui a essere una vetrina del territorio e una sede di occasioni professionali, a tutti i livelli».
Mercoledì 10 Ottobre 2018, 12:02
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