«Cinema a 2 euro: gli sconti non pagano», l'altolà del ministro piace agli esercenti

di Davide Cerbone

Tre film e mezzo al prezzo di uno: la ricetta che Franceschini aveva escogitato per arginare l'emorragia di spettatori nelle sale si può sintetizzare in sostanza così. La levata di scudi contro i biglietti prima a due e poi a tre euro in alcuni giorni della settimana, però, non si era fatta attendere. Gli unici contenti erano gli spettatori. Tanto contenti quanto casuali, assicura Luigi Grispello, vicepresidente nazionale di Agis e Anec. «Quell'iniziativa, puramente propagandistica, ha creato solo danni sul piano economico e confusione. Il messaggio per cui la cultura non si paga o è quasi gratis è sbagliato: oltre a gravare su imprese private che hanno dei costi, toglie valore al prodotto. Di questa demagogia taglia corto l'imprenditore, che a Napoli è titolare dei cinema America Hall, Filangieri e Metropolitan non abbiamo bisogno».
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Sabato 1 Settembre 2018, 11:00
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