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Joe Turkel, l'attore inquietante barista di Shining morto a 94 anni. La carriera con Kubrick e poi Blade Runner

Sabato 2 Luglio 2022
Joe Turkel, l'attore inquietante barista di Shining morto a 94 anni. La carriera con Kubrick e poi Blade Runner

L'attore statunitense Joe Turkel, interprete dell'inquietante barista Lloyd di «Shining» di Stanley Kubrick e del creatore dei replicanti Eldon Tyrell di «Blade Runner» di Ridley Scott, è morto al Providence St. John's Health Center di Santa Monica, in California, all'età di 94 anni.

Turkel è deceduto lunedì scorso, come ha annunciato la sua famiglia a «The Hollywood Reporter». L'attore è apparso anche in altri due film di Kubrick: come pistolero nella sparatoria culminante di «Rapina a mano armata» (1956) e come soldato mandato al plotone d'esecuzione in «Orizzonti di gloria» (1957)- Diretto da Bert I. Gordon, Turkel ha recitato nei ruoli di Abu il Genio e di un gangster, rispettivamente nei film del 1960 «Il ragazzo e i pirati» e «Delitto al faro». Ha anche interpretato un prigioniero di guerra in «Quelli della San Pablo» (1966) di Robert Wise ed è stato il dispensatore di tangenti «Greasy Thumb» Guzik in« Il massacro del giorno di San Valentino» (1967) di Roger Corman.

La carriera con Kubrick

Kubrick vide per la prima volta Turkel al lavoro nel film «Man Crazy» (1953). Come ha ricordato l'attore nel podcast «Kubrick Universe», il regista gli disse: «Il film era terribile, ma mi piacevi tu e quello che facevi e così gli dissi che prima o poi avrei dovuto assumere quel ragazzo». Dopo il suo ruolo minore in «Rapina a mano armata», il meticoloso Kubrick scritturò Turkel, allora trentenne, come uno dei tre soldati usati come capro espiatorio per un fallito attacco della Prima Guerra Mondiale nel classico film «Orizzonti di gloria» con Kirk Douglas. Il suo personaggio, il soldato decorato Arnaud, viene scelto per sorteggio per essere mandato a morte insieme al soldato Ferol (Timothy Carey) e al caporale Paris (Ralph Meeker). La sua spirale di disperazione e di ubriachezza sfocia in una rissa; colpito da uno stato di incoscienza, viene assurdamente sorretto su una barella davanti a un plotone di esecuzione. Nel film «Shining» (1980), l'aspirante scrittore e alcolista in via di guarigione Jack Torrance (Jack Nicholson) si aggira nella Gold Room dell'Overlook Hotel, vuota, e si dirige verso il bar, dove, in preda alla follia, chiede un bicchiere di birra. Improvvisamente appare il barman della sala, Lloyd (Turkel), che gli versa un bourbon, anche se Torrance non ha soldi. «Mi piaci Lloyd, mi sei sempre piaciuto», dice Torrance. «Sei sempre stato il migliore di tutti. Il miglior maledetto barista da Timbuctoo a Portland, nel Maine - Portland, nell'Oregon, se è per questo». Quando Torrance torna nella stanza, Lloyd è ancora dietro il bancone, ma ora è pieno di ospiti di una festa degli anni Venti. Turkel pronuncia un totale di 96 parole nelle sue due scene. Nel 2014, ha sottolineato che le prove durarono sei settimane mentre «Stanley cercava l'inquadratura perfetta» e che un giorno è stato sul set dalle 9 alle 22:30. «Sono arrivato nel mio camerino, mi sono tolto la camicia, la maglietta e ho strizzato il sudore».

Blade Runner con Ridley Scott

Grazie a «Shining», Ridley Scott gli affidò il ruolo del dottor Eldon Tyrell in «Blade Runner» (1982). Tyrell, che vive in una gigantesca piramide, dirige una società che crea replicanti con una vita di quattro anni - «più umani dell'uomo», recita lo slogan della sua azienda. Alla fine del film, mentre è avvolto in una pesante vestaglia bianca e indossa grandi occhiali, Tyrell riceve la visita del suo replicante più prezioso e avanzato, Roy Batty (Rutger Hauer), che chiede una proroga della sua vita che sta per scadere. Tyrell gli dice che «la luce che brucia due volte più luminosa brucia la metà più a lungo, e tu hai bruciato in modo molto, molto luminoso, Roy». In uno dei momenti più sorprendenti del film, Batty, rendendosi conto che il suo creatore non può esaudire il suo desiderio, bacia Tyrell sulle labbra prima di schiacciargli la testa e gli occhi a mani nude. Nato il 15 luglio 1927 a New York, Turkel ha iniziato la sua carriera cinematografica alla fine degli anni Quaranta, apparendo in film noir come «Malerba» (1949), «Il muro di vetro» (1953), «Duffy of San Quentin» (1954), «Giungla umana» (1954) e «Brooklyn chiama polizia» (1955); in film di guerra come «Okinawa» e «I figli della gloria», entrambi del 1951. Ha interpretato il cugino Chuck Darrow in «Femmina e mitra» (1958), lo sceriffo in «La valle dei giganti» (1965) e un detective in «Hindenburg» (1975) di Wise. In televisione è apparso in numerose serie, come «Boston Blackie», «Public Defender», «The Lone Ranger», «The Lineup», «Bonanza», «Fantasilandia», «Miami Vice», «Il tenente Kojack». La sua ultima apparizione cinematografica risale al 1990 in «666 il triangolo maledetto» e ha ripreso il ruolo di Tyrell, solo con la voce, per un videogioco di «Blade Runner» del 1997.

Ultimo aggiornamento: 12:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA