Johnny Depp a Roma, fan in delirio: «Hollywood è priva di umanità, meglio i bambini»

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Gloria Satta
Johnny Depp a Roma, fan in delirio: «Hollywood è priva di umanità, meglio i bambini»

A fine mattina Johnny Depp, ospite di Alice nella città, arriva all'Auditorum con tre ore di ritardo rivoluzionando la programmazione della 16esima Festa di Roma. C'erano troppi fan assembrati davanti al suo albergo, l'Eden, e la security gli ha impedito di uscire per tempo: è questa la motivazione ufficiale del clamoroso slittamento. Comunque sia andata, finalmente sul red carpet come superstar della webserie animata Puffins a cui ha prestato la voce (primo lavoro dopo la cacciata da Hollywood, glielo hanno offerto i produttori italiani Andrea Iervolino e Monika Bacardi), l'attore 58enne con cappello, bandana e un'infinità di ciondoli e anelli, s'intrattiene lungamente soprattutto con i bambini, si presta ai selfie, manda baci. Poi la sera, dall'altra parte della città, è il mattatore (con oltre un'ora di ritardo) della masterclass ospitata all'Auditorium Conciliazione preso d'assalto dagli ammiratori: assembramenti, via della Conciliazione chiusa al traffico, servizio d'ordine degno di un capo di Stato, dietro le transenne centinaia di persone con gli striscioni: «Noi crediamo in te», «Non staremo in silenzio di fronte all'ingiustizia», «Ti adoriamo». Dentro la sala, un clima da stadio: ogni parola di Johnny viene scandita da urla incontenibili: «ti amo», «sei il migliore», «siamo tutti con te». 

Defenestrato da saghe blockbuster come Pirati dei Caraibi e Animali fantastici e dove trovarli a causa della lunga e complessa causa giudiziaria per violenze che lo ha opposto alla ex moglie Amber Heard, in Europa Depp è ancora una star, un idolo, un personaggio familiare che continua ad alimentare i sogni del pubblico alla faccia dell'implacabile cancel culture americana. «Basta una frase e svanisce ogni opportunità: è capitato a me ma potrebbe capitare a chiunque altro, nessuno è al sicuro, le cose sono ormai fuori controllo», aveva dichiarato il divo qualche giorno fa al Festival di San Sebastian. E qui a Roma, pur avendo premesso di non voler parlare di argomenti privati, ha ribadito indirettamente il concetto: «Hollywood è ormai per me soltanto un posto di vacanza, un luogo privo di umanità», ha detto, «il cinema mi ha dato l'opportunità di affrontare tante sfide per creare personaggi accolti quasi sempre con grande gioia dal pubblico. Ma ora non mi interessa più lavorare per quella macchina buona soltanto a sputare formule e priva di conoscenza e capacità. D'ora in poi voglio girare soltanto film speciali, interessanti, fossero pure diretti da un quindicenne o girati con il cellulare...». 

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Sembra appena alzato dal letto, la sua voce risulta impastata, a volte s'inceppa. Ma una volta che viene accolto da applausi e coretti, Johnny si carica e comincia a scherzare con la platea e con la bravissima traduttrice Bruna Cammarano, provocando altre ovazioni. Nella webserie Puffins, prodotto innovativo e tutto italiano dai contenuti educativi (250 episodi di 5 minuti ciascuno), nato da una costola del cartoon Arctic - Un'avventura glaciale e distribuito sulle piattaforme di 90 Paesi, l'attore fa parlare il protagonista Johnny Puff, un pulcinella di mare che interagisce con i suoi simili e un tricheco canterino. E proprio per questo impegno, Depp ha inventato un idioma a metà strada tra grugniti animali e vocalizzi infantili. «Per elaborare questo linguaggio», spiega Johnny alla platea, «ho letto i libri degli esperti e fatto ricerche, arrivando ad articolare quei suoni che fanno felici i neonati». Un po' bambino si sente ancora: «Il personaggio di Jack Sparrow, il protagonista di Pirati dei Caraibi, è nato dopo tre anni in cui, crescendo i miei figli, ho guardato solo cartoon. E ora vivrà per sempre grazie a voi». Boato.

 

Nella sua carriera, interrotta dalla deriva giustizialista del movimento #MeToo, Depp ha incarnato personaggi radicati nell'immaginario collettivo come Edward Mani di Forbice, Willy Wonka ma il più incisivo è proprio Sparrow che per volere di Hollywood non farà più, «ma pur di interpretarlo di nuovo oggi lo proporrei alle feste dei bambini», diceva l'attore tempo fa. Eppure se gli chiedi qual è il suo più grande successo, Johnny non risponderà il cinema. «Il mio più grande successo sono i figli», dice. E a una ragazzina che gli domanda un consiglio per tutti gli aspiranti attori, risponde di getto: «Elimina la paura e continua a coltivare i tuoi sogni». Lui, nonostante tutto, prova a farlo ancora.

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