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Kirill Serebrennikov, la storia del regista russo (in esilio) in concorso a Cannes 2022

Giovedì 19 Maggio 2022
Kirill Serebrennikov, la storia del regista russo (in esilio) in concorso a Cannes 2022

In un clima sempre più teso dal punto di vista internazionale, il Festival di Cannes 2022 si sta facendo sempre più portatore di un messaggio di pace e unità necessario. Qualche mese fa, poco dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, l'organizzazione aveva formalmente dichiarato che non avrebbe accolto delegazioni russe durante la kermesse. Questo però, non esclude la presenza di registi russi apertamente schiarati contro il conflitto e che da anni fanno parte di un aperto “fronte di opposizione” verso Putin e la sua politica dispotica. Primo tra tutti il regista e sceneggiatore russo Kirill Serebrennikov, attualmente in concorso a Cannes con il film «La moglie di Chaikovskji».

Già in concorso nel 2018, non aveva potuto partecipare alla kermesse poichè stava scontando una pena agli arresti domiciliari dopo essere stato accusato di appropriazione indebita di 129 milioni di rubli (1,6 milioni di euro) durante la sua attività di direttore del Teatro Gogol di Mosca. All'epoca dei fatti moltissimi artisti esibirono striscioni con su scritto «Free Serebrennikov» proprio per sostenere la battaglia del regista. Dopo aver ottenuto il “diritto di esilio” appena due mesi fa, il regista ha abbadonato Mosca stabilendosi a Berlino e dichiarando di non voler fare ritorno in Russia finchè Putin e la sua cerchia rimarranno a capo del paese. Da parte di Serebrennikov sono arrivate parole durissime riguardo il conflitto in Ucraina. Già schieratosi contro la posizione di Putin negli ultimi mesi, ha dichiarato più volte quanto i cittadini russi «Sono pacifici, non vogliono iniziare nessuna guerra e allo stesso tempo molti di loro, come ho letto e come vedo, stanno sostenendo questa terribile divisione e queste terribili uccisioni che a volte sembrano autodistruzione. Questo succede oggi e temo sia il risultato di molti anni di terribile propaganda».

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Durante la presentazione del suo nuovo film «La moglie di Chaikovskji», ha definito il conflitto in Ucraina come «una tragedia, un disastro e un suicidio». Una critica, ma allo stesso tempo una strenua difesa nei confronti dell'etica russa  «Cosa c'entra mai la cultura russa con la guerra? La nostra cultura ha sempre approfondito l'anima più che la violenza». «No alla guerra! È per me importante ripetere incessantemente questa frase, sono convinto che la cultura e le persone possono fermare la guerra, che finirà e vivremo in pace» ha detto in chiusura della prima proiezione del suo film, avvenuta ieri sera. Il direttore del Festival di Cannes, Thierry Fremaux si è molto battuto per avere Kirill Serebrennikov sulla croisette nonostante il periodo difficile vissuto dalla cultura russa ormai schiava di un vero e proprio regime. La presenza del regista è un enorme messaggio non solo per il mondo del cinema e dell'intrettenimento ma della cultura tutta. Un grido contro la guerra, capace di coinvolgere ogni settore.

Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 12:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA