Maradona, Napoli, la camorra e la droga nel film di Asif Kapadia su Diego

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di Giovanni Chianelli

È sicuramente Napoli l'altra protagonista di «Diego Maradona. Ribelle. Eroe. Sfrontato. Dio», il documentario del premio Oscar Asif Kapadia, presentato oggi in anteprima al Modernissimo, prima alla stampa e in serata al pubblico.
 
 

O meglio, la città è l'antagonista. Sfondo della sua gloria, crocevia della perdizione, culla di un figlio riconosciuto solo anni dopo. «La vita di Diego cambia con la nascita, non accettata di quel bimbo» dice il regista. Che non a caso inserisce dopo i titoli di coda l'immagine della loro riconciliazione, nel 2016.
 

E poi c'è il calciatore. Diviso sin da subito tra l'uomo Diego, ragazzo generoso e insicuro, e il divo Maradona, una griffe di eccessi. La polarizzazione è del suo preparatore personale, Fernando Signorini, e Kapadia la utilizza per tutto il film come chiave narrativa.

L'espediente tecnico è invece l'uso del suono: è amplificato ad arte il suono del piede di Maradona, sia quando incanta coi suoi tocchi gli stadi di tutto il mondo che quando cammina, facendo risuonare il passo sulle strade della fama e della decadenza.

Immagini preziose, molte inedite, tra cui all'inizio si distingue la conferenza stampa che precede la presentazione del calciatore allo stadio San Paolo. La prima domanda è sulla camorra, risponde un Ferlaino furioso che caccia il giornalista reo di diffamare Napoli agli occhi del mondo. In quel momento Maradona sembra non capire neanche di cosa stiano parlando. Ma, come sappiamo, la malavita tornerà eccome nella vita del campione. Sono molti i passaggi sul rapporto che intrattiene col clan Giuliano, tra feste di piazza e legami pericolosi, bagnati dalla cocaina.
La storia calcistica, che Kapadia fa scorrere di pari passo con quella privata, si interrompe coi Mondiali italiani del '90. La vittoria contro l'Italia mette il campione contro tutti e presto, sembra suggerire il regista, la federazione si vendicherà ostracizzandolo. «Perché - dice Diego - quando sei su campo spariscono i problemi e le paure, sparisce tutto». Ma la vita è ben altro. «E quella di Maradona è stata straordinaria».
Lunedì 16 Settembre 2019, 15:56
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