Mario Martone, premio al Suor Orsola Benincasa: «Napoli città mitologica, cinema e teatro gli amori della mia vita»

Mario Martone, premio al Suor Orsola Benincasa: «Napoli città mitologica, cinema e teatro gli amori della mia vita»
di Andrea Aversa
Giovedì 11 Novembre 2021, 22:15 - Ultimo agg. 12 Novembre, 07:07
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«Nell'arte sono poligamo, a differenza della mia vita privata dove resto innamoratissimo di mia moglie, per quanto riguarda il mio lavoro mi piace spaziare tra i generi», bisogna partire da questa frase per comprendere la capacità poliedrica e versatile di Mario Martone. Regista e sceneggiatore tra i più importanti della storia italiana, l'artista napoletano con i suoi ultimi lavori ha continuato a conquistare pubblico e critica.

Opere che spaziano dai film, alle commedie fino alla lirica. Ormai tutto è pronto per l'Otello che andrà in scena al Teatro San Carlo di Napoli il prossimo 21 novembre. «È stata un'emozione meravigliosa fare ritorno al San Carlo dove mancavo da tempo. Devo ringraziare il Direttore Lissner che mi ha dato la possibilità di inaugurare la stagione lirica».

 

Martone ha ricevuto un riconoscimento questa mattina all'Università Suor Orsola Benincasa (UNISOB). Il regista è stato premiato con il BPER, «per aver ridisegnato l'identità di Napoli attraverso i linguaggi del cinema e del teatro». Proprio in questi giorni Martone ha terminato le riprese del suo ultimo film, Nostalgia, pellicola tratta da un romanzo di Ermanno Rea. Un lungometraggio realizzato tra i vicoli del rione Sanità.

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La premiazione è avvenuta in occasione della presentazione della settima edizione del Master in Cinema e Televisione dell'UNISOB, diretto da Nicola Giuliano. Perché il teatro e il cinema sono gli amori della vita professionale di Martone, anche se è «l'arte a dover essere innamorata di te. Come diceva Caccioppoli: non sono io ad amare la matematica, è lei ad amare me». Il regista ha parlato davanti ad una platea molto giovane, eppure non è giunto ancora il momento di insgnare: «È una cosa complessa e che prende troppo tempo e impegno. Quando hai a che fare con degli studenti significa gestire un gruppo fatto solo da 'attori protagonisti'. Ma l'idea mi stuzzica e in futuro non mi dispiacerebbe metterla in pratica».

Qui rido io, film sulla vita di Eduardo Scarpetta, è stato un atto d'amore che Martone ha dedicato al teatro e al cinema ma anche alla sua città natale, Napoli. «Non vivo qui ma ci torno spesso. Nell'ultimo periodo i miei impegni di lavoro, per fortuna, mi hanno trattenuto in città per molto tempo. Devo dire che sento tante energie positive. Noto cose che possono accadere solo qui e mi sento di fare un grande in bocca al lupo alla nuova amministrazione comunale».

Ma non è questo l'aspetto principale che collega Scarpetta Napoli e che ha colpito Martone: «Scarpetta è una figura mitologica, così come Napoli è una città mitologica. Una definizione valida nel bene e nel male. Scarpetta ha fatto figli con tutti, una sorta di padre - caos. Tuttavia ha dato il via ad una generazione di grandissimi attori e attrici. Allo stesso tempo Napoli è una città metamorfica, eccessiva e meravigliosamente distruttiva. In tutte quelle che sono le sue sfaccettature».

È stato il Napoli Est Teatro (Nest), preziosa realtà artistica nata a San Giovanni a Teduccio (grazie al lavoro dell'attore Francesco Di Leva), a riportare Martone a Napoli. «Ero ancora direttore dello stabile di Torino, quando Di Leva mi chiese di fare il Sindaco del Rione Sanità. Io accettai e lo facemmo mettendolo in scena però a San Giovanni. È stata una splendida esperienza che sta ancora continuando con successo».

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