Morta Olivia de Havilland, ultima leggenda di "Via col vento": aveva 104 anni, vinse due Oscar

Domenica 26 Luglio 2020 di Riccardo De Palo
Morta Olivia de Havilland, ultima leggenda

Lutto nel mondo del cinema: Olivia de Havilland, regina dei film in costume dell'epoca d'oro di Hollywood, due Oscar all'attivo, star di "Via col vento", è morta nella sua casa di Parigi. Aveva festeggiato lo scorso primo luglio i suoi 104 anni.

Sorella maggiore dell'attrice Joan Fontaine, Olivia de Havilland era nata a Tokyo, ed era una figlia d'arte. Suo padre, Walter Augustus de Havilland, era un avvocato specializzato in brevetti e sua madre, Lilian Augusta Ruse, recitava con lo il nome di Lilian Fontaine. Cresciuta in California, fece il suo debutto shakespeariano nell'adattamento per il grande schermo di "Sogno di una notte di mezza estate", di  Max Reinhardt. Era il 1935. Olivia continuò con ben otto film al fianco dell'aitante Errol Flynn, tra i quali "Captain Blood" e "La leggenda di Robin Hood". Fu la sua consacrazione.

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Nel 1947 vinse il suo primo Oscar come attrice protagonista, per "A ciascuno il suo destino"; nel 1950 fece il bis (come attrice non protagonista) per "L'ereditiera". Ma il ruolo che le diede maggiore celebrità è sicuramente il ruolo della stoica Melanie Hamilton Wilkes, nel classico film del 1939 "Via col vento". Un'interpretazione indimenticabile. 

Quello stesso film oggi è preso di mira per il razzismo (che allora era ovunque), tanto che il film è stato messo all'indice, poi riammesso con "spiegazione" introduttiva. Una volta Olivia ne parlò, e ricordò che  «ad Atlanta, nel ’39, i tempi non erano maturi perché i neri si sedessero in una sala coi bianchi. Eppure, poco dopo - disse a Vanity Fair nel 2016 - il 29 febbraio 1940, a Los Angeles ci fu un segno inequivocabile di cambiamento. Hattie McDaniel (l’indimenticabile Mamie, ndr) fu la prima attrice di colore a vincere l’Oscar»

Fu proprio l'Oscar a scatenare la proverbiale rivalità tra Olivia e la sorella maggiore Joan Fontaine, che era candidata con un film come "Il sospetto" di Alfred Hitchcock. Da allora, ci furono continui dissidi,  equivoci, dispetti reciproci. Ma la rottura definitiva arrivò soltanto dopo la morte della madre, nel 1975. Malintesi sulla sua malattia avevano reso la frattura insanabile. Tuttavia, alla morte di Joan a 96 anni, nel 2013, l'attrice si disse «sconvolta e profondamente addolorata» per la perdita subita.

La sua specialità era interpretare il ruolo di modeste, radiose bellezze del grande schermo. «Fare la cattiva è così noioso», spiegava nelle interviste.  «Ho sempre avuto più fortuna con ruoli di brave ragazze, che richiedono molto più impegno da un'attrice». Ne  "L'ereditiera" di William Wyler, in cui fu così straordinaria, nel ruolo di una timida ereditiera corteggiata da un profittatore, interpretato da Montgomery Clift, da meritare il suo secondo Oscar. 

 

La sua apparente bonarietà nascondeva però una tempra d'acciaio.  Negli anni Quaranta fece causa (e vinse) contro la Warner Bros, in un caso che fece scuola, e aiutò a rompere lo strapotere di Hollywood.
Olivia de Havilland ebbe dei flirt con Howard Hughes, James Stewart e John Huston, prima di sposarsi nel 1946 con  lo scrittore Marcus Goodrich. Da quel matrimonio nacque il figlio Benjamin, che divenne matematico e morì per un tumore nel 1991. In seguito al divorzio, nel 1953, l'attrice si trasferì a Parigi, dove visse fino alla morte, in una bella casa a due passi dal Bois de Boulogne. Si risposò nel 1955 con Pierre Galante, un giornalista di Paris Match; da lui ebbe la figlia Giséle, diventata anche lei giornalista. Il divorzio con Pierre fu senza scosse, e anche dopo il 1979, Olivia mantenne con l'ex marito ottimi rapporti.

Olivia de Havilland era (fino a ieri) l'ultima sopravvissuta dei quattro protagonisti di "Via col vento"; ed è stata, fino alla morte, la più anziana vincitrice di un Oscar ancora in vita. A 101 anni fu nominata Dama dell'Impero Britannico. Ma anche allora non aveva ancora perso la sua tempra proverbiale, e intentò causa contro un'emittente televisiva, perché Catherine Zeta-Jones aveva interpretato il suo ruolo in maniera "fuorviante". 

«La vita - ebbe a dire una volta in una intervista - è troppo piena di eventi importanti. Questo ti appassiona e ti arricchisce molto di più di una vita vissuta nella fantasia, come nei film».
Addio, ultima diva di Hollywood.

 

 

Ultimo aggiornamento: 21:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA