Oscar 2020, trionfa Parasite: prima volta di un film straniero. Premi per Phoenix (Joker) e Zellweger (Judy)

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Titta Fiore
Oscar 2020, al via la lunga notte di Los Angeles

LOS ANGELES - È «Parasite»  il trionfatore assoluto degli Oscar. La commedia nera del sudcoreano Bong Joon-ho, che aveva già vinto la Palma d'oro a Cannes, porta a casa i premi più importanti: miglior film (ed è la prima volta di una produzione non made in Usa), regia, film internazionale e sceneggiatura. Tutto il cast sale sul palco a festeggiare una serata straordinaria, tra lacrime di commozione e standing ovation. «Ora andrò a bere fino a domani mattina» scherza il regista che non dimentica, nel momento del successo, di ringraziare i colleghi più blasonati Martin Scorsese («ho studiato tutti i suoi film, è stato un grandissimo onore essere in gara con lui») e Quentin Tarantino («che conosce i miei film più di quanto li conoscano in Corea»).
 

 

Quanto agli attori, rispettati i pronostici della vigilia: Joaquin Phoenix - «Joker» e Renée Zelleweger - «Judy» non hanno rivali tra i protagonisti; e lo stesso vale per Brad Pitt e Laura Dern tra i non protagonisti, rispettivamente per «C'era una volta... a Hollywood» e «Storia di un matrimonio - Marriage Story». Il primo a salire sul palco del Dolby Theatre è Pitt, in gran forma, a conferma di una stagione personalmente straordinaria. Di rito i suoi ringraziamenti a Tarantino («originale, unico, il cinema sarebbe triste senza di te»), e al collega di set Matt Damon («non potrei non essere tuo amico»). La dedica è per i sei figli avuti o adottati con l'ex moglie Angelina Jolie: «Questo è per i miei ragazzi, faccio tutto per voi».

Diritti, ambiente, natura e diseguaglianze di genere sono i temi toccati invece da Joaquin Phoenix: «Crediamo di essere al centro di tutto e invece siamo disconnessi da tutto. Ma c'è sempre una seconda opportunità, io l'ho avuta e ricordo che mio fratello che non c'è più a 17 anni scrisse queste parole: «Corri verso il rifugio con amore e troverai la pace». Renée Zellweger, elegantissima in bianco, ha ringraziato, come molti dei premiati, i genitori che hanno saputo coltivare il sogno americano; Laura Dern, feroce avvocato divorzista sullo schermo, si è commossa citando il padre Bruce Dern e la madre Diane Ladd, in platea con le lacrime agli occhi: «Siete voi i miei eroi».

Il premio per il miglior film di animazione va a «Toy Story 4», quello per il cortometraggio animato a «Hair Love» e uno dei registi, Bruce W. Smith, ne approfitta per rendere omaggio a Kobe Bryant, il campione scomparso qualche giorno fa con la figlia Gianna. Ha voluto ricordare il leggendario cestista anche Spike Lee, indossando una giacca gialla e viola, come i colori dei Los Angeles Lakers, con il numero 24 di Kobe cucito sul bavero.
 


Ecco l'elenco di tutti i premiati, con le dichiarazioni di chi era sul palco:

MIGLIOR FILM
- Parasite
«Ci sentiamo in un momento molto opportuno della storia...»

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
- Renée Zellweger (Judy)
«È un onore essere stata presa in considerazione con queste bravissime colleghe. Judy Garland ci ha insegnato tanto. Questo premio è per lei»

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
- Joaquin Phoenix 
«Sono pieno di gratitudine. Non mi sento superiore a nessuno»

MIGLIORE REGIA
- Bong Joo Ho (Parasite)
«Pensavo che, dopo aver vinto come miglior film internazionale, la serata fosse finita. Mi stavo rilassando, grazie mille. Quando ero giovane si diceva: più si è personali, più si è creativi. Una citazione del grande Martin Scorsese. E quando qui negli Stati Uniti mi dicevano di non conoscere i miei film, Quentin Tarantino li metteva tra i suoi preferiti. Vorrei avere una motosega e condividere questo Oscar con tutti voi»

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
- “(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman (Elton John, Bernie Taupin)
«Sarò breve, grazie a Bernie che è stata la costante della mia vita. E ciao David, ti amo tantissimo. E grazie a tutti quelli coinvolti in Rocketman»

MIGLIOR COLONNA SONORA
- Joker (Hildur Ingveldardóttir Guðnadóttir)
«A tutte le ragazze, le donne, le madri, le figlie che sentono musica e che esce dal loro cuore. Alzate la voce, abbiamo bisogno di sentirla»

MIGLIOR FILM STRANIERO
- Parasite (Bong Joon-ho)
«Siamo felici di vincere questo premio proprio nell'edizione in cui ha cambiato nome, da film in lingua straniera a film internazionale»

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
- Bombshell (Kazu Hiro, Anne Morgan, Vivian Baker)
«Grazie alla produzione a tutti gli amici. E dal profondo dei nostri cuori Charlize Theron per il tuo coraggio e per la tua determinazione»

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
-  1917 (Guillaume Rocheron, Greg Butler, Dominic Tuohy)
«Ringraziamo il team di 600 artisti che lavorano in questo fantastico mondo»

MIGLIOR MONTAGGIO
- Le Mans 66, La grande sfida (Michael McCusker, Andrew Buckland)
«Grazie a tutto il nostro cast e al nostro grande regista»

MIGLIOR FOTOGRAFIA
- 1917 (Roger Deakins)
«Voglio ringraziare gli altri candidati, abbiamo una grande amicizia. Almeno io sono tranquillo nel dirlo... (risate). Questo premio appartiene anche ai miei assistenti»

MIGLIOR SONORO
- 1917 (Mark Taylor, Stuart Wilson)
«Accettiamo questo premio a nome di tutto il team di 1917»

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
- Le Mans 66, La grande sfida (Donald Sylvester)
«Ford v Ferrari è un matrimonio tra immagini e suono. Ringrazio tutti i produttori ma anche alla mia bellissima moglie»

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
- Laura Dern (Storia di un matrimonio)
«Essere qui con artisti così fantastici è un onore. Grazie a Netflix e a tutti per il sostegno e l'amore, come quello che c'è in questo film. Grazie a mia madre e a voi per questo splendido regalo di compleanno»

MIGLIOR CORTO-DOCUMENTARIO
- Learning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl) (Carol Dysinger, Elena Andreicheva)
«Se non avessi avuto l'incoraggiamento di Frank Capra non sarei mai sopravvissuta negli ultimi 4 decenni in questo lavoro»

MIGLIOR DOCUMENTARIO
- American Factory (Steven Bognar, Julia Reichert)
«Anche prima dell'apertura della busta, essere qui insieme ai fratelli e sorelle che fanno documentari come noi è un onore. Persone che rischiano la vita per questi lavori»

MIGLIORI COSTUMI
- Piccole donne (Jacqueline Durran)
«Sono in debito con tantissime persone in questo grandissimo cast. Grazie a tutti»

MIGLIOR SCENOGRAFIA
- C’era una volta… a Hollywood (Barbara Ling, Nancy Haigh)
«Grazie all'Academy. Lo condividiamo con tutti, soprattutto a Quentin Tarantino che ha scritto un epico capolavoro»

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
- The Neighbor’s Widow
«Sono grato a tutte le persone che mi hanno portato qui. Dedico l'Oscar a mia mamma, cresciuta in una piccola fattoria. Lei ha sempre raccontato grandi storie»
(Marshall Curry) 

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORiGINALE
- Jojo Rabbit (Taika Waititi)
«Grazie a mia madre per essere mia madre e per tante altre ragioni. E per tutti i bambini che hanno sogni»

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
- Parasite (Bong Joo Ho e Han Jin Won)
«Grazie, è un grandissimo onore. Scrivere una sceneggiatura è sempre un processo solitario. Questo premio va alla Corea del Sud»

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
- Hair Love
«Vogliamo condividere questo premio con chi crede in questi film. Abbiamo un grande team ma poco tempo: questo film è per dare rappresentazione ai neri e ai nostri capelli. Più storie come queste. Questo premio è per Kobe Bryant» 
(Matthew A. Cherry ed Everett Downing Jr.)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
- Toy Story 4
«Siamo così grati per questo onore. Grazie all'Academy, siamo qui per tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto. Un film per le famiglie»
(Josh Cooley, Jonas Rivera e Mark Nielson)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
- Brad Pitt (C'era una volta Hollywood)
«Quentin, le persone alla fine fanno le cose giuste. Il premio è per te, sei originale, unico, raro. Il cinema sarebbe triste senza di te»

Ultimo aggiornamento: 14:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA