Salemme e Abatantuono coppia comica ispirata a Totò e Aldo Fabrizi nella commedia Compromessi sposi

Poster del film
di Paolo Travisi

Si accetta qualsiasi compromesso per la felicità dei figli? Parte da questo spunto la trama di “Compromessi sposi”, commedia diretta da Francesco Miccichè, in cui Vincenzo Salemme, integerrimo sindaco di Gaeta e Diego Abatantuono, ricco imprenditore del Nord, stanno per imparentarsi. I due figli ventenni infatti,  lei influencer (al secolo Grace Ambrose)  lui futuro manager dell’azienda di famiglia (Lorenzo Zurzolo), si sono innamorati e nonostante la giovane età, hanno deciso di sposarsi. Peccato però che i due genitori siano agli antipodi, non solo per carattere , ma perché ancora incasellati negli stereotipi che dividono il Nord dal Sud. Hanno però un aspetto in comune, quello di essere distratti nei confronti dei figli.





Per il regista “l’obiettivo era raccontare le difficoltà di due famiglie che si incontrano. A film finito sta emergendo anche  l’impressione finale e cioè di questi due padri distratti che non si accorgono dei figli. Entrambi vivono questo confronto in cui ammettono i loro errori. L’idea di base nasce da Totò, Fabrizi e i giovani di oggi, in cui anche lì c’erano dei padri che facevano finta di non capire i loro figli”.

Per Salemme ed Abatantuono, è il primo vero film insieme. “In realtà abbiamo lavorato in un film a episodi, ma per lui era come se non esistessi” scherza l’attore napoletano nel corso della conferenza stampa di presentazione “si è vero, ma avevamo veramente voglia di restare in coppia” replica Abatantuono che a proposito dell’imprenditore che interprete dice: “il mio personaggio è un po’ berlusconiano, i soldi li ha fatti in quel periodo lì, quindi forse gli è rimasto del berlusconesimo. Comunque sono personaggi opposti per estrazione e carattere, il cui rapporto è la chiave di tutto il film”.

Compromessi sposi per ammissione del regista è ispirato al celebre film di Mattioli, in cui si misuravano quei giganti di comicità quali erano Aldo Fabrizi e Totò. “Il mio ruolo appartiene molto a quello di Aldo Fabrizi” sottolinea Salemme, “mentre Diego è più Totò come personaggio. Questo incrocio inversamente proporzionale mi piaceva molto e poi nonostante abbiamo la stessa età, io sono sempre stato un fan di Diego. Sembra come se lui fosse sempre esistito, avevo cinque anni e c’era già Attila al cinema” non rinuncia alla battuta Vincenzo Salemme.

La commedia, nonostante la presenza centrale della coppia Salemme-Abatantuono, è in realtà un film corale, in cui personaggi secondari arricchiscono la storia di questa ventenni, con tanta voglia di sposarsi. Rosita Celentano interpreta la ricca moglie di Abatantuono, Valeria Bilello la figlia-manager, Diego Abbrescia, sempre bravo nelle sue caratterizzazioni, è il cognato del sindaco Salemme, Elda Alvigini, l’ex-moglie di Salemme, che cerca di stare al passo con i tempi per non sfigurare con la figlia, Susy Laude la wedding planner isterica e Sergio Friscia, l’accomodante comandante dei carabinieri di Gaeta.
Lunedì 21 Gennaio 2019, 15:08 - Ultimo aggiornamento: 21-01-2019 15:24
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