Stefania Sandrelli compie 75 anni: «Ho la stessa età della Repubblica e vivo d'amore»

Sabato 5 Giugno 2021 di Gloria Satta
Stefania Sandrelli compie 75 anni: «Ho la stessa età della Repubblica e vivo d'amore»

Oggi sono 75. E lei la mette così: «Mi considero fiera di avere la stessa età della Repubblica italiana, della Costituente, del voto alle donne». Stefania Sandrelli ha la risata contagiosa che risuona nel suo appartamento situato in un condominio immerso nel verde della via Cassia e ora trasformato nel quartier generale del suo lavoro: carte sparse, telefoni che squillano, via vai di collaboratori. «Non ho un attimo di tregua», confessa con un sospiro vezzoso l'attrice che più di ogni altra, nel corso di una gloriosa carriera sessantennale, ha rappresentato il cinema italiano e stregato un pubblico trasversale attraverso il suo talento versatile e il suo sex appeal inconfondibile. Film come Divorzio all'italiana, Il conformista, C'eravamo tanto amati, Novecento, L'ultimo bacio e tanti altri, fiction di successo come Il Maresciallo Rocca sono scolpiti nell'immaginario collettivo ma lei, mamma-chioccia di due figli e nonna a tempo pieno di 5 nipoti, non si accontenta: il 23 luglio, a Torre del Lago, debutterà come regista lirica allestendo la Tosca e nello stesso mese sbarcherà sul set di Astolfo, il nuovo film di Gianni Di Gregorio.

 

Non sarà un po' troppo?
«Io sono sempre stata come Figaro: una alla volta, per carità. Ma proprio mentre preparavo questa Tosca con l'aiuto del bravissimo Andrea Tocchio, arriva Di Gregorio e mi offre di fare un'anziana che si innamora pazzamente di un coetaneo, interpretato da lui stesso. E quando mi ricapita un ruolo così? Alla mia età mi propongono solo nonne... per questo ho deciso di sdoppiarmi».

 

Si può avere un colpo di fulmine a 70 anni passati?
«Ho sempre pensato che l'ultimo amore della vita sia il più importante perché è basato sulla confidenza reciproca».

 

Anche nel caso della sua vita di coppia con Giovanni Soldati?
«Certo, dopo tanti anni di vita in comune la confidenza è il cemento del nostro rapporto».

 

Lavora senza sosta, qual è il segreto?
«Forse è questione di fortuna, penso sempre di averne avuta molta. E di aver fatto gli incontri giusti».

 

Non le viene voglia di fermarsi un po'?
«No, il lavoro è troppo importante. Sono contentissima sia di debuttare nella lirica sia che siano riaperti i cinema. Ma temo che le sale non torneranno più come una volta, le file per un film rimarranno un ricordo. Spero di sbagliarmi».

 

Il compleanno la porta a tracciare bilanci?
«Ma no, sono banali. Ho già parlato abbastanza della mia carrierona. Ho avuto tanti successi e qualche delusione».

 

A cosa si riferisce?
«Al film Lei mi parla ancora. Pupi Avati poteva riservarmi qualche inquadratura in più, penso di meritarla».

 

Come ha vissuto la pandemia?
«Al primo lockdown del 2020 ho reagito meglio, quest'anno invece mi sono sentita più debole. Ho cominciato a riflettere sui massimi sistemi e mi sono preoccupata: questa cosa mi somiglia poco perché sono una donna tutta istinto... Ma non mi lamento, per carità».

 

È vero che gli influencer sono i divi di oggi?
«Mah... non voglio offendere nessuno, ma i giovani che oggi li seguono sui social capiranno che queste persone sono inconsistenti e le molleranno. È solo questione di tempo».
Secondo lei, oggi è giusto favorire le donne perché sono sempre state discriminate?
«Il tempo ci dirà se certe promozioni sono meritate oppure dovute alle quote. Ma di un fatto sono sicura: le donne sono migliori degli uomini».

 

Lei è mai stata discriminata?
«No, perché sono sempre stata un po' maschiaccio. Nata e cresciuta in una famiglia di uomini, fin da piccola ho imparato a fare a cazzotti e mi sono difesa».

 

Ed è giusto punire le molestie verbali, il cosiddetto catcalling?
«Se un complimento è gentile, non vedo perché sanzionarlo. Ma se per la strada ti rivolgono un apprezzamento pesante o ti fischiano, devi rispondere con la stessa moneta. Quando i maschi fanno i pappagalli e si coalizzano per molestare una donna, dobbiamo fare altrettanto anche noi».

 

Le cattiverie le fanno più male di una volta?
«Mi hanno sempre fatto male. Io reagisco urlando e strepitando ma il giorno dopo rinasco come l'araba fenice. Ogni volta è andata così».

 

Ha un sogno che non ha mai rivelato a nessuno?
«No, amo vivere giorno per giorno. E sono felice di essere rimasta bambina».

 

Cosa significa?
«Che ancora riesco a stupirmi per le piccole grandi cose della vita. Un fiore che nasce, la gioia di spegnere le candeline circondata dalle persone a cui tengo davvero. Ho avuto la fortuna di essere molto amata e ho amato tanto anch'io».


Di cosa è orgogliosa?
«Di aver creato e portato avanti la mia splendida famiglia. Quasi non mi sembra vero... non c'è film, non c'è successo che tenga».

 

Come madre, che voto si darebbe?
«I voti non li ho mai sopportati, nemmeno a scuola Che tipo di madre sia stata, possono dirlo solo i miei figli».
 

C'è qualcosa che non perdona?
«Alla fine perdono tutto, ma non sopporto chi non esprime la gioia nei confronti della vita o spreca la fortuna che gli è capitata».


Si piace?
«A questa età faccio ancora la mia porca figura».

 

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