Depp, Waters e Jagger: il Lido è rock

di Titta Fiore

Venezia. Johnny Depp ha tre spille da balia come orecchino, Roger Waters saluta con il pugno chiuso durante il photocall. La chiusura della Mostra è rock e con Mick Jagger, nel cast dell'ultimo film «The Burnt Orange Heresy», stasera si farà il botto. Piove, anzi diluvia, ma la tempesta non scoraggia i fan irriducibili, né i ragazzi che manifestano per il clima e contro le grandi navi in Laguna. Si parla di potere e di democrazia, con le star dell'ultima giornata di concorso. In «Waiting for the barbarians» del colombiano Ciro Guerra, Depp è uno spietato colonnello torturatore, Mark Rylance, che vinse l'Oscar con Spielberg per «Il ponte delle spie», un magistrato giusto e impotente contro la violenza cieca della sopraffazione. Tratto dal libro del premio Nobel Coetzee, il film è incentrato su una storia imprecisata nel luogo e nel tempo, un avanposto di frontiera arroccato nel deserto che dovrebbe fare da baluardo contro i barbari. Ma chi sono i barbari, i nomadi che premono dall'esterno dell'impero o gli esecutori di ordini senza umanità? «In effetti il tema è di un'attualità sorprendente» dice il divo preferito da Tim Burton, «e riguarda la gestione del potere e i meccanismi del controllo sociale e politico: chi decide, come si scelgono gli uomini, chi deve andare avanti e chi dev'essere scartato perché non è indispensabile... È un'allegoria, ma molto concreta».

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Sabato 7 Settembre 2019, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 07-09-2019 15:09
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