Vittorio Gassman, cento anni di beatitudine: ecco la grande mostra all'Auditorium

Sabato 9 Aprile 2022 di Valeria Arnaldi
Alessandro Gassmann Daniele Leone/Ag.Toiati

Lo sguardo intenso e al contempo, velato da una nota di malinconia, coscienza della fragilità dell'essere. Il corpo inteso come strumento in scena, tanto quanto l'anima, da mettere in gioco generosamente, senza il timore di perdersi ma anzi con la gioia, ogni volta, di ritrovarsi. La passionalità, figlia dell'amore per la vita, e l'energia, nata da quello per la scena, che lo portava costantemente in primo piano: che fosse in un verso declamato, un sospiro trattenuto o, invece, una risata ben goduta. Sono più anime e talenti di Vittorio Gassman, anche più mondi e momenti di vita e storia, ad essere illustrati nella prima grande esposizione a lui dedicata, Vittorio Gassman. Il centenario, curata da Alessandro Nicosia, Diletta D'Andrea Gassmann, Alessandro Gassmann e ospitata da oggi al 29 giugno, a Roma, presso l'Auditorium Parco della Musica, AuditoriumGarage - poi, dal 6 luglio, a Palazzo Ducale a Genova (e si lavora per portarla all'estero) - in un viaggio tra materiali privati inediti, video, foto, oggetti di scena, alla scoperta e riscoperta della sua figura e del segno che ha lasciato nella cultura del Novecento e nell'immaginario condiviso.

 


I TRIONFI

Prodotto da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare e promosso dagli eredi Gassman e da Fondazione Musica per Roma, con l'apporto di Archivio Luce e Cinecittà, a cento anni dalla nascita di Gassman, avvenuta il primo settembre 1922 a Genova - già nel 1928 la famiglia si trasferì a Roma - l'iter spazia tra vita e carriera, trionfi e criticità, correndo dalla conquista del palco ai film divenuti cult, dalle confessioni poetiche alla televisione. Senza dimenticare lo sport: Gassman giocò nella Nazionale di basket, che abbandonò per studiare all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, dove, ironia della sorte, stava quasi per non essere ammesso per la sua altezza. Una mostra monumentale e un catalogo con focus di Paola Gassman, Sandro Veronesi, Erri De Luca, Gloria Satta e molti altri. «Questa mostra vuole essere un ricordo allegro, pieno di energia - spiega Alessandro Gassmann - e un'occasione per le nuove generazioni per scoprire il lavoro di una figura importante per la cultura del Novecento e di una generazione che ha fatto tanto dopo la seconda guerra mondiale e ha trovato forza e talento per reagire e ripartire».

I RICORDI

Si toccano così più ricordi ed emozioni, dal dramma alla risata, dalla fama alla capacità di ironizzare anche su se stesso. «Abbiamo dovuto fare dei tagli. Gassman ha fatto cento spettacoli, centotrenta film, cinque dei quali come regista, senza dimenticare la letteratura - dice Alessandro Nicosia - L'unica condizione posta inizialmente da Alessandro Gassmann era non fare una mostra funerea. E questa, tra molti filmati, fotografie, tanti materiali inediti, oggetti di scena, come il cavallo di legno di Mario Ceroli per Riccardo III, con la regia di Luca Ronconi, è un'esposizione viva e interattiva». Ecco allora, Gassman, diviso - in realtà, moltiplicato - tra teatro e cinema, dall'ingresso nella compagnia di prosa diretta da Luchino Visconti al film Riso amaro di Giuseppe De Santis, dall'Amleto alle esperienze a Hollywood.

I TITOLI

E ancora, dalla fondazione del Teatro d'Arte Italiano, con Luigi Squarzina, fino ai titoli iconici, come Guerra e pace di King Vidor e I soliti ignoti di Mario Monicelli, che segnò una svolta comica nella sua carriera. Senza dimenticare Il Sorpasso di DinoRisi - esposta l'iconica Lancia Aurelia B24S del film, che quest'anno compie sessant'anni - Un matrimonio di Robert Altman, e molti altri, ricordati con copioni, scatti, costumi e interviste sui set. Poi, le foto di scena realizzate da Diletta D'Andrea anche per uno degli ultimi spettacoli dell'attore, Ulisse e la balena bianca, con i disegni dell'impianto scenico di Renzo Piano. Senza trascurare Camper, con lo stesso Alessandro Gassmann. E la sua voce, in più registrazioni di poesie. Non manca l'amore. C'è quello romantico, nell'iter la lettera, con cui Vittorio Gassman chiese a Diletta D'Andrea di sposarlo in chiesa. «Devo ringraziare Vittorio - dice la vedova - Ho avuto il privilegio di una vita straordinaria con lui. A non tutti è permesso». E c'è l'amore del pubblico. «Abbiamo collezionato centinaia di ritratti di mio padre fatti da persone normali, che hanno voluto disegnarlo e li abbiamo esposti - racconta Alessandro Gassmann - Quella è la parete dell'amore per Vittorio Gassman. Quando uno semina bene non può che continuare ad essere amato da tutti».

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Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA