Lo scatto su misura di Instagram

Domenica 22 Agosto 2021 di Nicolas Lozito
Lo scatto su misura di Instagram

C'erano una volta i luoghi cartolina: scorci perfetti e stereotipati di una località, dal mare alla montagna. Oggi, invece, al posto della cartolina e delle buchette delle lettere abbiamo i social network. Allora tutti vanno in cerca del luoghi instagrammabili, perfetti da condividere sul nostro profilo Instagram. Quali sono però? Come li troviamo? E soprattutto: come si fotografano? Il dilemma, a volte atroce fatica a volte semplice divertimento, coinvolge tutte e tutti: fotografi professionisti, aspiranti influencer di viaggio, anziane signore in vacanza, giovani studenti in libera uscita.


I SEGNALI
La questione, nonostante le apparenze, è serissima (ma non grave).
Basta guardarsi intorno in qualsiasi località turistica per capire i segnali di un mutamento che ormai è endemico. Le persone si muovono con il cellulare in mano, subito pronte a catturare un momento irripetibile. Le città mutano i loro panorami migliori per adattarli all'era delle foto social, includendo cornici, installazioni temporanee e murales. Bar e ristoranti poi, anche i più veraci, hanno sostituito le classiche luci con fili di lucine come quelle di Natale, per somma gioia dei clienti.


SELFIE FACTORY
Se non bastasse ci sono altri elementi per capire il nuovo paradigma:
in molte città del mondo nascono i musei made for Instagram, fatti ad hoc per selfie colorati, scene sorprendenti e sfondi da fare invidia agli amici. Uno dei primi fu Il museo del gelato, nato a New York nel 2015 proprio difronte allo storico Whitney Museum per attirare i fanatici dell'autoscatto: fece il tutto esaurito per settimane. Ma queste Selfie factory, come vengono anche chiamate, sono state aperte anche in Giappone (ne vanno matti), ad Amsterdam, a Londra. Persino nella Parigi affezionata alle tradizioni e nell'austera Düsseldorf.


I TREND
Ma ci sono delle regole per fare la foto perfetta per i social?
La risposta cade a metà: perché da una parte è bene seguire alcune linee guida (ne abbiamo elencate alcune qui a lato), dall'altra non si può battere il record di like seguendo gli schemi. Anche perché se fino a prima del Covid le foto preferite avevano tutte un look molto simile (con una forte estetica data dai filtri che tolgono o aggiungono saturazione, prospettive grandangolari, inquadrature simmetriche a là Wes Anderson), oggi è l'autenticità a essere maggiormente premiata. «Gli utenti ora cercano un punto di vista il più genuino possibile, non vogliono più l'effetto patinato da influencer super-celebre» spiega Valentina Tonutti, esperta di comunicazione e autrice della newsletter Fuori dal Ped, sui nuovi trend dei social network. «Meno trucco e meno trucchi, meno post-produzione ed effetti speciali. Uno degli ultimi trend, per esempio, è il cosiddetto photo-dump, un carosello di dieci foto che sembrano associate in maniera randomica, ma che nel loro insieme trasmettono un'idea della giornata, o della settimana, di chi le ha scattate. L'effetto finale è un vero e proprio scorcio nella vita di un amico, o di un estraneo, o quando è un luogo a essere protagonista, di quell'angolo di mondo: la realtà conta più della perfezione».


IL CONFESSIONALE
Anche chi fotografa per professione muta forma per Instagram. Confessa Maki Galimberti, fotografo ritrattista e di lifestyle milanese.
«Il telefonino offre maggiore destrezza, e la possibilità meravigliosa di rubare gli scatti: così a una piazza già bella di sua si possono aggiungere i gesti più inusuali di un passante». Così il profilo social di Galimberti diventa un confessionale, più che un portfolio, dove agli scatti migliori della carriera sono alternati sguardi più sperimentali. «Per me Instagram è come un giardino fiorito: bisogna sempre dargli acqua. E nel farlo non bisogna mai annoiarsi e mai essere noiosi».


C'è poi chi ha trasformato la fotografia in uno strumento per creare contenuti per strutture e località turistiche, fino a diventare un vero e proprio influencer. È il caso del giovane Davide Anzimanni, classe 1995, seguito da 130 mila persone grazie alle sue immagini mozzafiato di montagne, mari e città: «Il segreto per rendere instagrammabile qualsiasi luogo? Conoscerlo a fondo, studiarlo, viverlo prima di fotografarlo. E poi svegliarsi presto la mattina, per prendere la luce dell'alba che di solito tutti perdono».

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