Il presidente della Biennale Roberto Cicutto: «Niente Mostre online, a Venezia torniamo in scena»

Giovedì 25 Giugno 2020 di Simona Antonucci
Il presidente della Biennale, Roberto Cicutto

«Ci sono forme d’arte dal vivo che non possono fare a meno del loro pubblico». Il nuovo presidente della Biennale Roberto Cicutto annuncia «che i festival online sono una formula che rifiutiamo con assoluta consapevolezza» e presenta per la prima volta «cose che si fanno e non che vengono rimandate».
 

 


Dal 14 al 25 settembre il Festival Internazionale del Teatro dal titolo Nascondi(no), quarto atto del progetto di Antonio Latella: una sorta di Padiglione Italia sul il tema della censura; gli “Incontri” tra generazioni saranno le linee della sezione di Musica Contemporanea, dal 25 settembre al 4 ottobre, direttore Ivan Fedele, che festeggia i 100 anni della nascita di Maderna e i 20 della morte di Donatoni; quindi la Danza (13 - 25 ottobre) diretta da Marie Chouinard con 19 coreografi e 23 titoli: «l’unico calendario ad aver subito variazioni perché alcuni artisti arrivano da Paesi ancora in lockdown. Gli altri programmi sono rimasti invariati».

Annunciati anche i Leoni d’Oro a Franco Visioli (teatro), Luis De Pablo (musica) e La Ribot (danza). La Biennale torna letteralmente in scena: «L’essere presenti a Venezia è una esperienza unica», ha aggiunto Cicutto, «non solo un modo di fruire la visione di qualcosa».

La Mostra del Cinema (2-12 settembre) «farà da apripista
», sottolinea il Presidente, «anticipando la Biennale che vogliamo per il futuro. Con Mostre che non siano soltanto appuntamenti che iniziano e finiscono, ma componenti di un dialogo più largo fra le arti». 

Così, dopo il Cinema, una dopo l'altra, a Venezia debutteranno, posticipate di due mesi, anche le sezioni Teatro, Musica e Danza.


Dal 14 al 25 settembre riflettori sul 48esimo Festival Internazionale del Teatro dal titolo Nascondi(no), firmato da Antonio Latella: artisti italiani (molti dalla Biennale College), che affronteranno il tema della censura, «e autori come De Sade e Nabokov o figure come George Bush ed Elia Kazan», dice Latella.  «I due Leoni a tecnici del palcoscenico: Franco Visioli, sound designer di Thierry Salmon o Peter Stein, Leone d'oro alla carriera, che a Venezia debutterà alla regia con La tragedia è finita, Platonov nella riscrittura di Liv Ferracchiati; e il Leone d'argento al regista, coreografo e pedagogo Alessio Maria Romano».

Gli “Incontri” e il dialogo tra generazioni sono il filo conduttore del 64esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea firmato da Fedele (dal 25 settembre al 4 ottobre), che annuncia il Leone d'oro alla carriera «al più grande compositore spagnolo vivente, Luis De Pablo, un novantenne che sembra un giovanotto e che mai ha ceduto alle mode. A lui sarà dedicato il concerto monografico in prima assoluta». In cartellone anche teatro musicale con I Cenci di Giorgio Battistelli a oltre 20 anni dal debutto con l'Ensemble900; e il visionario Instrumental Freak Show di Giovanni Verrando, con l'Interface Ensemble di Francoforte diretti da Francesco Pavan.

Dal 13 al 25 ottobre, il 14esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard che presenta 19 coreografi e 23 titoli. Leone d'Oro alla carriera all'artista ispano-elvetica La Ribot, personalità unica con i Piezas distinguidas; mentre l'argento verrà consegnato a Claudia Castellucci, drammaturga, coreografa e didatta. Tra gli ospiti, anche Olivier Dubois con l'assolo Pour sortir au jour; la catalana Maria Campos; e il libanese Guy Nader, con Times Takes the Time Time Takes.
 

Ultimo aggiornamento: 14:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA