Amber Heard incanta Giffoni: «Ma l'opinione delle donne non vale come quella degli uomini»

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Il tacco a spillo e il vestito frou frou non devono ingannare. La giovane e bellissima Amber Heard ha un animo da vera guerriera e paladina dei diritti delle donne e di tutte le categorie discriminate. «Ancora l'opinione delle donne non vale come quella degli uomini. E questa cosa mi fa infuriare tremendamente e al tempo stesso mi ispira all'azione», dice. «Un tempo in America - aggiunge - c'era una legge orribile per cui in tribunale se a deporre c'erano non bianchi ne servivano almeno due perché la testimonianza fosse considerata attendibile, mentre ne bastava uno solo bianco. La stessa cosa accade ancora oggi alle donne. Pensiamo al MeToo. Prima di venire credute - dice arrabbiata la Heard - in quante hanno dovuto denunciare cosa era successo? 25, 35, 45 donne? Laddove la parola di un solo uomo viene presa sul serio...».

L'attrice texana, per due anni moglie di Johnny Depp, continua: «La storia del MeToo - sottolinea - è cominciata a emergere già 16 anni fa e uno dei primi argomenti era proprio la gender equality e davvero ritengo criminale il fatto che sia passato in sordina per tutto questo tempo e sia ancora non del tutto emerso. I cambiamenti sono avvenuti solo in questi ultimi mesi». «Sono milioni - dice accalorandosi - le storie di donne da raccontare... Mi vengono in mente ma solo per fare qualche nome come Lee Miller, Anita Hill oppure Caterina la Grande. Donne che hanno cambiato il corso della storia e ne sappiamo poco e niente. Di Caterina qualcosa sappiamo ma quello che non si dice baastanze è che tutti i suoi predecessori (maschi) erano dei mediocri esercitatori di potere, lei ha cambiato il corso della storia. Sono come gemme, pietre preziose che sono ancora nascoste ma anche le meraviglie di Petra erano nascoste prima che un archeologo trovasse i primi reperti».

«Sono stati tanti negli ultimi anni - dice ancora - i movimenti contro le diseguaglianze, le ingiustizie, le discriminazioni delle donne, razziali e delle tendenze sessuali. Adesso è il momento di fare quello che finora non abbiamo fatto perché non avevamo in mano la penna, non eravamo dietro la telecamera, non creavamo le storie. Adesso lo possiamo fare, lo facciamo e lo dobbiamo fare condividendo il più possibile. Non per una mera lotta tra uomini e donne: dobbiamo condividere gli obiettivi remando tutti nella stessa direzione perché uomini migliori fanno donne migliori e donne migliori fanno uomini migliori».

E a chi le chiede se è contenta di essere a Giffoni risponde: «Sono onorata. Alla fine di tutto perché facciamo il nostro lavoro? Per raccontare delle storie. E chi meglio dei ragazzi può giudicare una buona storia? Sono loro, i giovani, il motore. Non vedo l'ora di incontrarli perché sono certa che sarò sopraffatta dalla loro energia. Sono loro che devono salvare per noi questo benedetto mondo...».
Giovedì 25 Luglio 2019, 20:08
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