Giffoni 50, il festival riparte a tappe e con meno giurati

Giovedì 21 Maggio 2020 di Monica Trotta

Le prime mail sono state inviate ieri mattina, destinatari i «giffoners», i giovani giurati del festival del cinema per ragazzi più famoso al mondo. È il segnale che la macchina organizzativa di Giffoni si è messa in moto e che l'edizione numero 50 è ai nastri di partenza. Ai ragazzi viene chiesto se sono ancora interessati a fare i giurati, possono rispondere entro sabato e per poter raggiungere Giffoni sono stati già organizzati gli autobus e i relativi punti di raccolta.

Il Festival del cinema per ragazzi scalda i motori in vista dello start del 16 luglio. Il progetto è stato rimodulato per attenersi alle norme di sicurezza dettate dall'emergenza Covid-19. Sarà ridotto il numero dei giurati e per la prima volta il festival sarà scaglionato: i primi a calarsi nei panni di giurati saranno i ragazzi +16 e +18 per la tranche inaugurale del festival che durerà dal 16 al 20 luglio. La formula che tanto successo ha avuto e che ha reso il festival unico, resterà invariata: i ragazzi vedranno i film nelle sale cinematografiche organizzate secondo le regole delle distanze di sicurezza, e poi li voteranno. Saranno 500 per volta e tutti campani. 

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Probabilmente sarà rivista la formula dell'ospitalità nelle famiglie locali dei giovani giurati, per evitare rischi. «Aspettiamo l'ok della Regione senza il quale non si parte», spiega il direttore del festival Claudio Gubitosi: «Mi sono dato la scadenza del 3 giugno, la Regione ha avuto tutte le garanzie di sicurezza e le relative schede organizzative. È chiaro che dovevamo partire in anticipo per quanto riguarda la fase preliminare, perché al via libera dovrà essere già tutto pronto. Per questo motivo abbiamo contattato in anticipo i ragazzi per formare la giuria. La risposta è stata straordinaria. Abbiamo inviato 500 mail e quasi tutti hanno risposto positivamente. Tutto il mondo si sta interrogando se il festival di Giffoni si farà o meno, è uno degli eventi più seguiti e di questo sono onorato. Solitamente riceviamo 20.0000 richieste di partecipazione». I numeri delle presenze saranno inevitabilmente ridimensionati. «Una decisione sicuramente dolorosa ma necessaria», precisa Gubitosi, «presa per tutelare il nostro bene più prezioso che sono i ragazzi e tutti coloro che lavorano con noi per realizzare questa esperienza». Si parte con i ragazzi più grandi perché con loro sarà più facile attuare le misure di sicurezza. Ma il festival dopo il primo step continuerà a fine luglio per la seconda fase e poi nei mesi successivi, fino a coinvolgere anche i più piccoli e le loro famiglie. Ci saranno le masterclass, la musica e come sempre accade a Giffoni le anteprime dei film più attesi al botteghino. «Possiamo approfittare del fatto che molte uscite nazionali ed internazionali di film sono state bloccate a causa del coronavirus», continua Gubitosi: «Giffoni potrebbe essere l'occasione per vederne tante come su una grande piattaforma, rendendo un importante servizio al sistema cinematografico».
 


Gubitosi tiene a precisare che non sarà un'edizione ridimensionata e che sarà perfettamente in linea con l'importante compleanno che festeggia, il mezzo secolo di vita: «Appena avrò il via libera della Regione illustrerò nei dettagli il programma che sono sicuro non deluderà. Credo che possa essere un modello di come il festival si è riorganizzato per adeguarsi all'emergenza. Un progetto complesso ed articolato che la Campania può promuovere prima di altre regioni italiane e di cui può essere orgogliosa». Un festival «come simbolo di gioia e rinascita», che non intende deludere le aspettative di quanti parteciperanno anche da lontano grazie ai diversi collegamenti in streaming che saranno realizzati per i ragazzi appassionati di cinema che non potranno raggiungere Giffoni.

Il lavoro del festival non si è mai fermato neanche nel pieno dell'emergenza sanitaria. Per tenere compagnia durante i giorni della quarantena ai tanti «giffoner» sparsi nel mondo, il direttore ha organizzato 180 «call» con diversi esponenti del mondo della cultura, dell'arte, della politica. «Siamo entrati nelle case di tanti ragazzi e delle loro famiglie in Italia e all'estero», dice Gubitosi: «Abbiamo parlato a tutti producendo un format che ha raggiunto milioni di persone. Stiamo stati vicini ai ragazzi, proponendo loro cose nuove, intervistando varie personalità, dal sindaco di Bergamo al presidente di Confindustria». 

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA