«Io, Leonardo» a Giffoni,
viaggio nella mente del genio

Venerdì 19 Luglio 2019
Una luce fortissima, bianca, che sale dal fondo nero. Poi ecco i profili: Pietro, Giuda il traditore, Giovanni, Gesù al centro. Così L'ultima cena di Leonardo diventa quasi viva, «da toccare». Ma ecco poi che irrompe la guerra, il fumo, il sangue della Battaglia di Anghiari. Mentre dai fogli ingialliti, un cuore, disegnato così fin nei minimi particolari, inizia a battere. O in un ventre materno, assume «corpo» il disegno di un feto. Sono le prime sorprendenti immagini di «Io, Leonardo», il nuovo film d'arte prodotto da Sky con Progetto Immagine, oggi al centro della masterclass sugli effetti speciali al 49esimo Giffoni Film Festival. E in arrivo al cinema per i 500 anni della scomparsa del Maestro, distribuito da Lucky Red dal 26 settembre.

Lunghi capelli castani, giubba rosso porpora, il volto (che mai invecchia) di Leonardo è quello di Luca Argentero, al suo primo film d'arte biografico, mentre dietro la macchina da presa è Jesus Garces Lambert, che per Sky ha già diretto «Caravaggio - l'anima e il sangue», il documentario d'arte più visto al cinema in Italia nel 2018.

«Abbiamo voluto raccontare Leonardo come un uomo che è anche un genio - spiega il regista, presentando le prime immagini del backstage insieme al produttore esecutivo Sky Dimitri Cioffi - Non era stato riconosciuto dal padre e per questo non gli era concesso di studiare il latino. Non poteva quindi leggere i libri più importanti: un trauma enorme per lui. Così con Luca Argentero, non siamo partiti dal copione, ma dal suo mondo. Come camminava Leonardo?, gli ho chiesto. Come parlava secondo te?. Poi siamo passati a creare il suo universo».

Un viaggio di 90 minuti in 4k dentro la mente del genio, dove, raccontano le prime immagini, ogni scena ha pareti che ruotano a svelare tre spazi diversi: quello del ricordo, quello della natura e poi quello della mente, dove il Maestro della Gioconda è solo e da vita alle sue creazioni. Come lo studio dell'uomo vitruviano o la camera degli specchi, oggi ricostruita per rifletter la bellezza di Cecilia Gallerani, futura Dama con l'ermellino, interpretata da Angela Fontana. E se dell'arte di Leonardo (quasi) tutto si conosce, per la prima volta, con la consulenza scientifica di Pietro C. Marani, la direzione artistica di Cosetta Lagani, guidati dalla voce narrante di Francesco Pannofino, nel film prende vita anche tutto ciò che è dietro o dentro le sue opere. Il Cenacolo, certamente, dove la sfida, racconta l'art director Sky Vincenzo Cilurzo era «dare la sensazione di essere immersi nell'opera, fino quasi a toccarla, come non sarebbe mai possibile nella vita». E poi, tra tecniche avanzate di modellazione, sculpting digitale e animazione 2d e 3d, ecco i Grotteschi, l'Annunciazione o gli studi anatomici.

Ma soprattutto, «questa volta abbiamo realizzato anche le invenzioni che Leonardo non riuscì a costruire», rivela Giuseppe Squillaci, art director per Galactus (già candidato ai David di Donatello per Michelangelo - Infinito). Come il monumentale cavallo di bronzo per Ludovico il Moro o le armi: la Nave falciatrice, il carroarmato e la Bombarda, una gigantesca macchina spara bombe. L'opera più complessa? Non ha dubbi Cilurzo. «La battaglia di Anghiari. Lì sopra - dice - tra fumo, uomini e sangue, c'è tutto il pensiero sulla guerra di Leonardo. E dietro ogni dettaglio, c'è sempre qualcosa da vedere, che non ti aspettavi». Ultimo aggiornamento: 20:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA