Rubens a Milano: arriva a Palazzo Reale l'arte del fiammingo "italiano"

Giovedì 13 Ottobre 2016 di Mariapia Bruno
Pietro Paolo Rubens
La scoperta di Erittonio fanciullo
1615 - 1616
Olio su Tela
243,5 x 345,5 cm.
Vienna, Palazzo Liechtenstein - The Princely Collections

Lo storico dell’arte Bernard Berenson amava definire Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640) “un pittore italiano”. Per il fiammingo questo sarebbe stato sicuramente un complimento, visto che a quei tempi l’Italia veniva vista dai pittori stranieri come un’Arcadia da cui attingere a piene mani. Rubens viaggiò tra Genova, Mantova, Venezia e Roma respirando l’arte dei grandi maestri del Rinascimento, tra cui spiccano Tintoretto e Correggio. Ma non si limitò soltanto ad assorbire il meglio del nostro Paese: fu proprio il maestro delle Fiandre, con la sua influenza, a stimolare creativamente quelli che poi saranno i grandi protagonisti del Barocco: da Pietro da Cortona a Bernini, da Lanfranco a Luca Giordano.

 
Proprio questo doppio rapporto “di prendere e dare” con l’Italia è il fulcro della mostra Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco che aprirà il prossimo 26 ottobre al Palazzo Reale di Milano. La retrospettiva, curata da Anna Lo Bianco, raccoglie oltre 75 opere, di cui 40 del maestro fiammingo: l’intento è quello di creare un esauriente confronto tra i dipinti di Rubens e quelli dei pittori del Cinquecento e del Barocco italiano. I prestiti della mostra, che resterà aperta fino al 26 febbraio 2017, arrivano dalle più grandi collezioni del mondo, come il Museo Nazionale del Prado, l’Ermitage di San Pietroburgo, la Gemäldegalerie di Berlino, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e tanti altri ancora.

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 21:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA