Eurovision, Andrea Bocelli: «Blanco? Conosco solo una canzone ma tifo per lui»

Martedì 10 Maggio 2022 di Mattia Marzi
Eurovision, Andrea Bocelli: «Blanco? Conosco solo una canzone ma tifo per lui»

«Purtroppo sono sempre di corsa e sempre con le valigie pronte. Però credo sia un'ottima notizia, il fatto che l'Eurovision si svolga qui». A parlare è Andrea Bocelli. Il 63enne tenore toscano è il grande assente del cast della kermesse al via oggi al PalaAlpitour di Torino, di cui fanno invece parte ambasciatori - come lui - della musica italiana all'estero, sia di vecchia che di nuova generazione. Da Laura Pausini, tra i conduttori dell'evento, ai ragazzi del Volo, passando per i Maneskin (attesi nella finale di sabato, suoneranno per la prima volta il nuovo singolo Supermodel il giorno dopo l'uscita, prevista venerdì) e Gigliola Cinquetti (fu la prima vincitrice italiana dell'Eurovision, nel 64): «Ho saputo che tra i presentatori ci sarà anche una cara amica, Laura Pausini. Ne approfitto per trasmetterle il mio più sincero in bocca al lupo», dice Bocelli. 

Proprio oggi la voce di Con te partirò si troverà a poco più di un'ora di auto da Torino, a Cuneo: al Palazzetto dello Sport del capoluogo piemontese il cantante dialogherà in mattinata con oltre duemila studenti in occasione di un evento organizzato dalla sua Fondazione. L'incontro ruoterà intorno al tema del talento.

 

«Il compito di tutti noi adulti è valorizzare il talento dei nostri giovani, ispirando e offrendo strumenti di crescita. I primi ad accorgersi del dono che avevo? Furono i miei genitori. Portavo ancora i calzoncini corti quando amici e parenti mi chiedevano già di esibirmi per loro: Forse andrà a finire che cantare diventerà il mio mestiere, pensavo. Molto ha fatto anche la mia maestra delle elementari. Da un lato mi spronava, dall'altro mi metteva in guardia: Ricordati che è il buon Dio ad averti dato un dono e di questo dono tu non hai nessun merito».

Prima che il suo, di talento, gli spalancasse le porte del successo, Bocelli ha dovuto aspettare parecchio: «Ho iniziato ad avere successo quando avevo superato i 35 anni, un'età in cui le mie speranze di vivere di musica si erano pure affievolite, avendo collezionato per oltre un decennio tante porte chiuse e percorso una robusta gavetta fatta di contrattempi e opportunità andate perdute per un soffio». La vita lo ha ampiamente ripagato. Oggi con 75 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, delle nuove generazioni dice: «Credo che la musica in Italia stia vivendo una stagione interessante. Anche grazie a opportunità come i talent, in questi anni sono state maggiori le vetrine per farsi conoscere. Se mi hanno mai chiesto di fare il giudice? È capitato, però ho sempre declinato l'invito. Non sono abituato e non amo dare giudizi. Sul palco dei miei concerti, nel mondo, da sempre accolgo giovani promettenti, che siano cantanti, strumentisti, ballerini».

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Di Blanco, il 19enne cantautore che rappresenta il volto del nuovo pop italiano e che dopo la vittoria al Festival di Sanremo gareggerà all'Eurovision per l'Italia insieme a Mahmood con Brividi, dice: «Conosco una sola canzone, che peraltro mi è piaciuta: quella che ne ha decretato il successo. Tifo per lui, per loro».

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