Anggun al concerto dell'Epifania da Napoli: «Da qualsiasi Paese vieni, sei mio fratello»

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«Non m'importa da dove vieni, sei mio fratello, sei mia sorella». La cantante Anggun, lancia un messaggio integrazione tra i popoli, da Napoli, dove si trova per il concerto dell'Epifania, in programma domani, 4 gennaio nel Teatro Mediterraneo di Napoli dalla Mostra d'Oltremare, in onda su Rai1 sabato 6 gennaio, giorno dell'Epifania, alle ore 9,35 con la conduzione di Cristina Rinaldi. Anggun, nata a Giacarta, ha lasciato il suo Paese a 19 anni. «Sono una specie di migrante anche io - spiega - perché ho deciso di lasciare il mio Paese per stabilire la mia vita in un altro posto». «Ogni persona è cittadino del mondo - sottolinea - soprattutto adesso che il mondo sta diventando sempre più piccolo». E l'auspicio per la cantante è che «ognuno possa vivere dove vuole». E «rispettare, allo stesso tempo, le tradizioni del Paese in cui si arriva». Un messaggio di integrazione tra popoli, di pace, e di rispetto per le religioni e le tradizioni. «Sono cresciuta in un Paese che a larga maggioranza è islamico - racconta l'ambasciatrice di buona volontà della Fao - ma ho frequentato, da bambina, una scuola cattolica perché mio padre mi diceva che la religione è qualcosa di molto personale tra te e Dio».

Anggun è la testimonial d'eccezione del Concerto dell'Epifania. La tredicesima edizione del Concerto dell'Epifania è proprio dedicata al messaggio di Papa Francesco all'accoglienza dei migranti. «Ispirandoci al messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata mondiale della Pace - ha detto Giuseppe Reale, presidente dell'associazione Oltre il Chiostro - quest'anno abbiamo scelto come filo conduttore l'invocazione Save the world. Faremo nostro l'invito del Santo Padre a scoprire il carico di creatività e tenacia portato dai migranti nei paesi che li accolgono». La presenza della cantautrice nata a Giacarta, patrocinata dall'Ambasciata d'Indonesia in Italia e dal Consolato Generale di Indonesia a Napoli, si lega così al tema della 13esima edizione del concerto. Sul palco, con Anggun, si alterneranno artisti italiani e internazionali, che si esibiranno dal vivo accompagnati dall'Orchestra Partenopea di Santa Chiara e diretta dal maestro Renato Serio. «Stiamo mettendo a punto - ha spiegato il direttore artistico, Francesco Sorrentino - gli ultimi dettagli di un'edizione che ribadirà il consolidato respiro internazionale della manifestazione». Il Concerto dell'Epifania sarà scandito dalla consegna dei premi Nativity in the World 2018, riservati a personalità impegnate a favore della cultura e della solidarietà. La 13a edizione del Concerto dell'Epifania è realizzata con il contributo della Regione Campania, con la co-produzione della Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Napoli e in collaborazione con l'Ente Provinciale del Turismo di Napoli. La manifestazione è ideata e promossa dall'Associazione Oltre il Chiostro onlus, prodotta per la Rai dalla Melos International di Dante Mariti in collaborazione con l'Associazione Musica dal mondo.

Per quanto riguarda Santa Maria la Nova, si potrebbe scoprire qualcosa in più sul legame tra Dracula e Napoli, conoscere se davvero il principe Vlad III è sepolto in città. Al Concerto dell'Epifania è infatti collegata l'iniziativa «Restaura la Nova», una raccolta fondi destinata al restauro di un affresco - un'incisione - della Chiesa di Santa Maria La Nova. Proprio laddove in molti ritengono che ci sia la tomba di Dracula. Gli spettatori del Concerto, in programma il 4 gennaio nel teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare, a Napoli, saranno invitati a sostenere il restauro di una enigmatica iscrizione presente nella Cappella Turbolo, tra gli ambienti più suggestivi del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova. Il testo dell'iscrizione è scritto in un linguaggio non del tutto conosciuto. L'unico elemento finora certo e decifrato è la parola «Vlad», che ricorre più volte e sarebbe riconducibile al conte Dracula, alias Vlad III Principe di Valacchia che ha ispirato il romanzo di Bram Stoker. Dal restauro si potrebbe, appunto, scoprire qualcosa in più perché il consolidamento e la pulitura dell'affresco consentirebbero di decodificare l'intera scritta e verificare, di conseguenza, se l'iscrizione rappresenta un tassello del legame tra Napoli e il conte Dracula. «In molti conoscono questa iscrizione - dice Giuseppe Reale, presidente dell'Associazione Oltre il Chiostro - Noi l'abbiamo ribattezzato 'Codice Dracula'».


 
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 13:37 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 14:38
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