Britney Spears pagò per il silenzio del bodyguard che l'accusava: «Si metteva nuda davanti a me»

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Donne accusate da uomini di molestie: è raro ma succede. Prima di Asia Argento, nel mondo dello spettacolo c'è stata Britney Spears. Rivolgendosi a un intermediario privato, la cantante di «Femme Fatale» nel 2012 pagò una ex guardia del corpo che a sua volta voleva portarla in tribunale. Britney chiuse così con un patteggiamento la vicenda in cui stava per trascinarla il bodyguard Fernando Flores, che due anni prima l'aveva denunciata presso la Superior Court di Los Angeles, affermando di aver ricevuto avance indesiderate e che la Spears almeno una volta si era spogliata completamente davanti a lui.
 
 


Flores aveva lavorato per Britney per pochi mesi, da febbraio a luglio 2010, e nell'azione legale aveva anche accusato la cantante di aver fatto sesso davanti a lui, episodio respinto come «privo di fondamento» dal team legale della Spears e dell'ex marito Kevin Federline. Succede: secondo uno studio sulla violenza domestica del Centers for Disease Control and Prevention, il 24.8% degli uomini americani avrebbero ammesso di aver subito un atto di violenza sessuale almeno una volta nella vita: per lo più si tratterebbe però di violenza omosessuale. Il movimento #MeToo sta cambiando le carte in tavola anche su questo fronte - vedi la debacle di Kevin Spacey - e il caso Argento potrebbe essere un nuovo spartiacque.

Di recente una candidata democratica al Congresso in Kansas, Amanda Ramsey, si è ritirata dalla corsa dopo esser stata accusatA di aver pagato il silenzio di un dipendente maschio che avrebbe respinto le sue avance quando lei era l'executive di una corporation. Vere o false che fossero le accuse - la Ramsey ha smentito - il caso evoca quello di «Disclosure», il film del 1994 con Demi Moore e Michael Douglas tratto dall'omonimo romanzo di Michal Crichton. La controversa storia di un uomo sessualmente molestato da una donna in carriera, era arrivato sulla scia delle audizioni in Senato in cui la professoressa Anita Hill minacciò di sabotare la conferma del giudice Clarence Thomas alla Corte Suprema denunciandolo per «sexual harassment», un termine prima di allora virtualmente ignorato dall'opinione pubblica americana.
Martedì 21 Agosto 2018, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 10:14
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