Caprara, in viaggio da Salerno a Valencia per raccontare il suo blues

la sua musica in altri paesi
di Luca Visconti

A Valencia per far conoscere la tradizione musicale di Salerno. Il polistrumentista Giuseppe Caprara, che da anni si è trasferito in Spagna, ha deciso di fare rivivere lo spirito della sua band d'origine, i Travelin' Band, ed ha formato in loco i The Great Travelin' Band.

Una formazione che dal vivo propone pezzo inediti e qualche cover. «È stata sempre una idea quella di runire i Travelin' originali, ma non è stato possibile neppure occasionalmente - racconta - cosicchè quando ho formato il gruppo qui, con il permesso di tutti, ho ripreso il nome aggiungendogli “The great” davanti. Così, con un pizzico di nostalgia per i miei compagni salernitani, abbiamo dato vita a questo combo con i quali ho all'attivo due cd. “Meet the Travelins” e “Night!”».

Un mix esplosivo di rock'n'roll primitivo, swing, soul e rhythm'n'blues racchiuso in un progetto originale. Nella giungla dei Travelins si trova il twang più caotico, il barrito selvaggio del saxo, i tamburi più folli, il basso della caverna, il fuzz fulminante e le voci più bestiali dell’oltretomba. Una proposta che sta facendo esplodere i palchi spagnoli, anche se Giuseppe resta sempre legato a Salerno, in primis grazie all'amicizia con Vincenzo De Tommaso, fondatore dei My Sunday Spleen. «Con Enzo ci conosciamo dai tempi del liceo Severi-racconta-ossia dalla prima metà degli anni '90. Il primo gruppo in cui suonammo insieme si chiamava Dreams, poi con Lello Dell'Anna e Daniele De Luca abbiamo dato vita ai Travelin's, e quando si sciolsero creammo i Diners, ora stiamo ultimando la scrittura dei pezzi di un concept album per una nuova band». Ma Caprara non si ferma qui e, tra le ultime cose, ha dato vita ai Darkness, duo che vuole omaggiare Bruce Springsteen. 




 
Giovedì 24 Gennaio 2019, 19:55
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