Dieci anni dopo, la damnatio memoriae di Michael Jackson

di Federico Vacalebre

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Il popolo dei fan oggi prenderà d'assalto ogni luogo simbolico che lo ricordi - dalla tomba al Forest Lawn Memorial Park di Los Angeles alla stella sulla Walk of Fame a Hollywood e le statue sparse per mezzo mondo - ma con pudore, perché nel decennale dalla morte di Michael Jackson il re del pop è un re nudo, detronizzato, senza omaggi clamorosi che parlino dell'ascesa dell'Icaro-Peter Pan, lasciando che il silenzio (o quasi) avvolga l'ex re Mida diventato il Grande Orco.

Qualche libro, qualche sparuta esibizione di cover band, qualche programma televisivo (Sky Arte trasmette alle 22.05 «Michael Jackson - The king of pop» di Finn White-Thomson, il Nove ha proposto ieri «Killing Michael Jackson», non certo delle novità), nessun biopic all'orizzone (e sì che Hollywood, dopo i Queen ed Elton John, cerca solo il nome più adatto per il tris che sbanchi il botteghino), forse un musical a Broadway, ma la produzione è in difficoltà e chissà se il progetto vedrà mai la luce.
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Martedì 25 Giugno 2019, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 25-06-2019 14:56
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