De Simone come artefice magico

di Titta Fiore

Partiamo subito da un punto: Roberto De Simone non è solo lo studioso e l’artista geniale ammirato nel mondo per i frutti di una carriera meravigliosa. Roberto De Simone è un artefice magico. Tutti i suoi spettacoli custodiscono una scintilla di sapere extra-ordinario che li rende unici. Se la parola non fosse stata degradata dalla volgare routine massmediale, e Dio solo sa quanto il maestro detesti la volgarità, potremmo dire che ogni suo spettacolo è un evento.

Nei giorni caldissimi di luglio, per esempio, nel ristoro del Belvedere restaurato di Capodimonte, ha scritto e organizzato un concerto strepitoso cui pensava da quarant'anni, immaginandolo in un primo momento per i Giardini di Boboli, a Firenze. Con la complicità del direttore del Museo Bellenger e di Elsa Evangelista, già a capo del Conservatorio San Pietro a Majella, ha messo in scena, davanti al panorama mozzafiato di Napoli, la Serenade in Re Maggiore di Mozart per quattro orchestre sistemate ai quattro angoli del Belvedere e al centro il maestro, Alessandro De Simone, a guidare gli ensemble, in modo che il suono dell'uno finisse là dove cominciava il suono dell'altro, per un incantevole effetto stereo. E poi con tre fisarmoniche, un mezzosoprano e un coro femminile ha orchestrato la Serenata Napolitana con i versi di Di Giacomo e la musica di Enrico De Leva, mentre nel cortile del Medrano quattro pianoforti, l'orchestra e il coro hanno eseguito il «poema fotografico di un valzer digiacomiano» dello stesso De Simone, «Capomonte», in cui trovavano posto echi degli amati Rimskij-Korsakov, Stravinskij, Bartòk. Chi avesse avuto occhi per vedere oltre la banalità del reale, e quelli di De Simone erano brillanti e acuminati come punte di spillo, avrebbe potuto scorgere, tra gli alberi secolari del bosco, le ombre «delle più belle donne di Napoli» che una volta all'anno, su quei prati, danzavano alla corte del re Borbone, e la Regina ballare solo per il sovrano la tarantella. Insomma, una serata memorabile, e peccato per chi non c'era.

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Domenica 11 Agosto 2019, 12:18
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