Elettra Lamborghini: «Io, regina provocatoria sono una brava ragazza»

Sabato 15 Giugno 2019 di Enzo Gentile
Un personaggio televisivo che ci prova con i dischi, una musicista capace di conquistare il piccolo schermo, una ricca ereditiera che non sa come spendere altrimenti il suo tempo, una sex symbol un po' siliconata (91/63/91 le sue misure ufficiali)? Elettra Lamborghini, 25 anni e una fama prepotentemente impennatasi negli ultimi tempi, è questo e molto altro. Fenomeno sui social, abile nel procedere in slalom tra cronaca e gossip, ha appena concesso il suo nome a una collezione di costumi (neanche a dirlo succintissimi) e presidia (anche) il terreno della musica. Sulla scia dell'esperienza da giudice di «The voice of Italy», ha appena fatto uscire l'album «Twerking queen», subito salutato con la partecipazione al festival «Mamacita», che ieri sera l'ha vista protagonista all'ippodromo di Milano, davanti a decine di migliaia di spettatori, insieme a J. Balvin, colombiano di Medellín, a Gue Pequeno, Sfera Ebbasta, e altri. Dieci i brani in scaletta, impreziositi da ospiti vari: a scaldare l'ambiente, nelle settimane scorse, «Pem Pem», motivetto che ha superato i cento milioni di visualizzazioni, mentre i numeri premiano sempre più la ragazza bolognese, che conta oltre quattro milioni di seguaci su Instagram.

Nipote del mitico Ferruccio Lamborghini, fondatore dell'omonima azienda, ha iniziato sculettando nelle discoteche lombarde, poi è comparsa con le sue forme extralarge in tv, dall'edizione spagnola del «Grande Fratello» al nostrano reality per giovani nababbi «Riccanza», quindi si è lanciata nel girone del reggaeton e sin dal titolo dell'album promette di dimenare il sedere da regina, cercando di diventare almeno il sex symbol dell'estate. Nelle biografie autorizzate, sempre più agiografiche, si loda il suo amore per gli animali - cani e cavalli su tutti - ma si parla anche della sua collezione di piercing e tatuaggi, celebri tra i fan quelli leopardati su spalla, e soprattutto natica, sinistra. Cifre da record, che però sembrano destinate a fermarsi, per il momento: «È vero, non ne posso più. L'ultimo tatuaggio è di un mese fa, un'eccezione: mi sono fatta scrivere il nome del mio ragazzo, siamo innamorati, mi è sembrata una bella cosa».

Lui è Nick Van de Wall, in arte Afrojack, dj e produttore internazionale.
«Non pensavo che l'amore potesse arrivare di punto in bianco così, volevamo fare musica insieme e invece... abbiamo fatto tutto tranne che la musica. Non pensavo di poter perdere la testa per un uomo, temevo che gli uomini si interessassero a me solo per il nome o per il.. twerking».

Matrimonio in vista?
«Ne stiamo parlando, lui è meraviglioso, è come dovrebbero essere tutti gli uomini, premuroso e privo di malizie».

Oggi sarà alle 18 a Napoli, per un firmacopie alla Feltrinelli Express di piazza Garibaldi. Al suo disco hanno collaborato Pittbull, Childsplay, Guè Pequeno, Mc G15 e Sfera Ebbasta. Ma si sente davvero una cantante?
«La musica è quello che mi importa fare adesso: ho montato uno spettacolo con luci, coreografie, suoni, dove ci si divertirà un mondo. Abbiamo centrato il sound sul genere latino. Andremo in giro tutta l'estate. E nel frattempo c'è una troupe che mi segue, per realizzare il prossimo programma, uscirà in autunno: sarà per le televisioni, non solo quella italiana. Una sorpresa con un sacco di roba».

 

È già tempo di un reality sulla sua vita? L'esperienza di «The Voice» è stata utile per capire cosa fare da grande?
«In televisione mi riesce tutto naturale e credo di piacere, visto che mi chiamano, mi cercano di continuo, anche all'estero. Il talent show di Raidue per me è andato oltre le migliori aspettative e mi piacerebbe rifarlo l'anno prossimo: spero che mi richiamino, ci siamo trovati tutti bene».
Come si vede Elettra Lamborghini fra venti-trent'anni? Ancora a twerkare?
«Mi vedo così, con tanta energia e voglia di fare, di continuare a spaccare: poi chissà se ci riesco, magari cambio idea. Di certo so che vorrei avere dei bambini, senza nemmeno aspettare troppo tempo. Direi che entro due-tre anni sarebbe il caso di diventare mamma. Fa parte dei miei progetti artistici».
La sua immagine - creata con foto, video, abbigliamento e dichiarazioni spesso sopra le righe - sembra costruita apposta per sollevare un po' di polverone: quanto gioca con questo ruolo? È davvero una panterona mangiauomini come sembra?
«L'ho sempre detto, sono più fumo che arrosto. Per fare spettacolo non serve la trasgressione vera, può bastare provocare mostrando quello che non si è. Nel mio caso ha funzionato. Perché anche se sono mezza matta, se come immagine posso risultare strana, in realtà io sono una brava ragazza, di sani principi: e lo devo alla famiglia, ai miei genitori, che mi hanno insegnato educazione e rispetto. Se poi nei videoclip eccedo, se una canzone si intitola Mala, beh... sono effetti speciali come quelli che propongo con il mio corpo, le mie curve, il mio modo di vestire. Io nel profondo mi considero una persona di buonsenso».
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