Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Avitabile: «Risalgo sul Soul Express e in ottima compagnia nel nuovo album»

Sabato 13 Agosto 2022 di Federico Vacalebre
Avitabile: «Risalgo sul Soul Express e in ottima compagnia nel nuovo album»

Era il 1986 quando Enzo Avitabile, dando l'assalto al cielo del neapolitan power e delle hit parade italiane, lanciò il suo primo grido d'aiuto: «Sos brothers» era il quarto lp del sassofonista, in copertina c'era uno straordinario disegno di Andrea Pazienza, dentro un pezzo che ancora adesso scatena il pubblico del cantautore appena lo accenna dal vivo: «Soul express». «Chérie, senti una sola lingua/ si mangia la stessa cosa/ eppure gratis puoi salire su/ Vedi tutte le razze/ ci sono di tutti i tipi/ umani, extra-terrestri e dei/ Soul express, vecchi giovani e bambini/ Soul express, ladri, santi, matti e gay/ Soul express, volti strani ed ubriaconi». Quel treno si è rimesso in moto, anche se oggi Avitabile più che al soul come genere musicale guarda all'anima, «soul appunto in inglese», sorride lui raccontando in anteprima l'album in arrivo a metà settembre, «Il treno dell'anima appunto».

Sei salito di nuovo sulla vecchia locomotiva terzomondista, Enzo?
«Non ne sono mai sceso, ma avevo cambiato suono e approccio. Ora un po' per caso e un po' per scelta, riparto da quel brano per incontrare un po' di amici eccellenti».

Un altro disco di «incontri non di duetti», come si disse per «Black tarantella» del 2012, dieci anni fa esatti.
«Sì, un altro lavoro frutto di amicizia, di condivisione umana ancora prima che artistica. Ma un disco di canzoni pop, diverso dalla world music che caratterizza la mia produzione oggi, la seconda parte della mia carriera».

Veniamo all'album, lanciato da due singoli: «Fatti miei» con Antonacci e «Salvami» con Ligabue.
«Biagio e Luciano sono in qualche modo l'alfa e l'omega di questo percorso, insieme con Jovanotti: anche lui è salito, una volta di più, sul treno dell'anima. In Simmo tutt'uno ripartiamo da Salvammo o munno, come facemmo dal vivo nel 2019 al suo beach party a Castel Volturno: Simmo frate ngopp''o ritmo».

Una delle caratteristiche di questa sfida, di questo ritorno al pop, è proprio quello di vederti riscrivere alcuni degli apici della tua produzione. «Enzo Avitabile è inevitabile», canta Lorenzo Cherubini, ma non era inevitabile che «Soul express» finisse nelle mani di Rocco Hunt e i BoomDaBash.

«Forse sì: Rocchino è una sorta di nipotino adottivo, quando ho iniziato con il rap ed Africa Bambaataa lui non c'era nemmeno. E lo stesso vale per i BoomDaBash: pionieri del reggae in Italia, ma quanto tempo dopo le mie lodi alla leggenda del santo fumatore Bob Marley. Sul treno dell'anima salgono anime a me vicine».

Vediamo le altre.
«Uno di noi fa salire in carrozza Edoardo Bennato».

Due colonne portanti di quello che chiamiamo «neapolitan power».
«Sì, ma la nostra storia non ci data, non ha scadenza, si sente il timbro del momento in cui nasce questo incontro: oggi. È pop, è canzone d'autore, eppure c'è il sapore della mia musica popolare senza frontiere».

È bello ascoltare le vostre voci dire «Uno di noi».
«Sì, ed è soprattutto sincero, un modo per ristabilire i confini di una comunità che sogna un altro mondo possibile in un mondo sempre più impossibile».

«Per sempre noi» si ferma in Salento per far salire a bordo Giuliano Sangiorgi.
«Il tema è quello di Salvami, è quello della condivisione delle esperienze, delle strade, magari ferrate, eppure capaci di farci volare. Giuliano è partito da solo, come Biagio, i loro contributi sono testimonianze straordinarie di rispetto, sensibilità, amicizia».

Video

Pop, world, elettronica, bottari, sax... tutto si tiene nel disco.
«L'oggetto fisico è tramontato, anche se non ci piace dirlo, come il formato. Restano le canzoni, nude, a volte capaci di arrivare al pubblico come un tempo, altre volte no, vittime di un mondo distratto».

«Tutt'eguale song'e criature» rivive rinnovata nel dialogo con Guè, «Nessuno è figlio di nessuno».
«Nel rap, come nel jazz, le forme non sono gabbie, un pezzo è a disposizione di chi ci improvvisa sopra: versi, armonie, flow, assoli... Sul fronte dei contributi hip hop mi piace molto anche l'intervento di Speranza in Famm chiamma sete».

Ci sono anche pezzi senza «friends».
«E duorme stella l'avevo scritta per la colonna sonora di Natale in casa Cupiello nella versione televisiva di Edoardo De Angelis. Angelina, che ho scritto già da qualche tempo, è una dedica a mia figlia Angela, all'altra, Connie, avevo già dedicato Correre in fretta».

Quando, a metà settembre, uscirà «Il treno dell'anima», quale Avitabile vedremo in concerto?
«Enzo: quello di sempre, quello antico, quello nuovo, anzi da usato sicuro. In scaletta si impongono le canzoni che il pubblico sente, che toccano l'anima, treno o non treno. Ogni sera devo suonare Caravan petrol o Terra mia, magari la nuova Soul express troverà spazio accanto all'originale, tra Renato Carosone e Pino Daniele. Un altro modo per dialogare con maestri ed amici».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA