«Passione reloaded», cantaNapoli con la nuova generazione

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Enzo Gentile
"Passione - The next generation"

Prima nazionale, già sold out a pochi minuti dalla messa in vendita dei biglietti (ma i posti a disposizione nel giardino paesaggistico nazionale di Capodimonte, domani sera alle 21, sono solo 250), per «Passione - The next generation», secondo concerto grosso che Federico Vacalebre, già soggettista e sceneggiatore del film di John Turturro che dà il nome all'operazione, ha affidato ad Area Live. Il primo, che per diversi anni ha girato l'Italia, prevedeva alcuni dei protagonisti della pellicola del 2010: Peppe Barra, James Senese con Napoli Centrale, Pietra Montecorvino, M'Barka Ben Taleb, Gennaro Cosmo Parlato, Raiz e gli Almamegretta, Monica Pinto e gli Spakkaneapolis 55, affidati agli arrangiamenti di Gigi De Rienzo, una colonna portante del neapolitan power. Domani, Senese sarà ospite con la sua band, come Peppe Servillo (pure nel film), dei giovanotti che provano a rilanciare la sfida: «Rinnovare e rilanciare la canzone napoletana classica, dimostrando nello stesso tempo l'esistenza/resistenza di una moderna canzone newpolitana», spiega Vacalebre, «tessendo il filo rosso che unisce la prima alla seconda».

Ecco allora, con Raiz nei panni di trait d'union tra il primo tour e il nuovo, in un festival peraltro aperto da Eduardo De Crescenzo e Julian Oliver Mazzariello all'insegna di una canzone napoletana ripulita dalla incrostazioni e consegnata ad una dimensione da sala di concerto, il nuovo mucchio selvaggio «appassionato»: Francesco Di Bella (24 Grana), Dario Sansone (Foja), Roberto Colella (La Maschera), Maldestro, Gnut, Flo, Irene Scarpato (Suonne d'Ajere) e Simona Boo. Al loro servizio una band compatta e potente: Marco Caligiuri (batteria), Gigi Scialdone (chitarre acustiche e plettri), Fofò Bruno (chitarre elettriche), Caterina Bianco (tastiere e violino), Ernesto Nobili (arrangiamenti e basso).

Nuove voci e nuovi brani, anche se l'inizio è la fine restano quelle del film, quelle del primo show: «Carmela» di Sergio Bruni e «Napule è» di Pino Daniele, top secret chi/quanti al microfono. Accanto a «Era de maggio», «Maruzzella», «Vesuvio» e «Nun te scurda'», eredità turturriane giustamente mantenute, sia pur in chiave «reloaded», ecco classici antichi («Scetate», «Guapparia», «Silenzio cantatore») e moderni («Canto dello scugnizzo» dei Musica Nova, «Cu''mme» di Enzo Gragnaniello, «Nun t'aggia perdere» di Pino Mauro, «Ammore overo» di Gnut, «'O sciore e o viento» dei Foja, «Stai mai cca» dei 24 Grana, «Je so pazzo» di Pino Daniele sino a «Nove maggio» di Liberato). «C'è una band compatta e tesa, che trova profumi di Clash, di Nick Drake, di Scarlett Rivera tra le eredità di Bovio e Di Giacomo, ci sono le voci delle principali band della nuova onda napoletana, ma anche i pezzi dei capiscuola del rinnovamento, da Daniele a Gragnaniello ad Eugenio Bennato, sino alla svolta urban di Liberato», continua Vacalebre.

«È bello ritrovarsi sul palco, sia pur davanti a un pubblico ristretto dalle norme anti-pandemia, ripartire ritrovando i nostri cavalli di battaglia insieme a quelli dei mostri della melodia napoletana passata e contemporanea», racconta il «cardillo» Di Bella. E Sansone e Maldestro: «Cementiamo sul palco amicizie che nessuna clausura è riuscita a mettere in crisi, anzi noi due abbiamo appena inciso un brano insieme, Adieu, tra napoletano e francese». E le tre primedonne Flo, Scarpato e Boo: «La canzone napoletana è stata maschilista, forse lo è ancora, ma questo carosello prova a dare voce all'altra metà della melodia», dicono le tre. Colella sorride: «Io durante il lockdown ho persino inciso un album solista da interprete, partenopeo si intende, questo live è quello che mi ci voleva». Nessuno vuole rivelare chi canterà cosa: si sa solo che «Passione», il brano del titolo, è affidato a Gnut. 

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