Spinetti, omaggio a Morricone con il piano di Ceccarelli

Venerdì 6 Novembre 2020 di Federico Vacalebre

Dopo la sua scomparsa il 6 luglio scorso, com'è inevitabile, e anche giusto, che sia, si moltiplicano gli omaggi a Ennio Morricone. Kolossal, come quello che Il Volo gli dedicherà il 5 giugno 2021 a Roma, in piazza Pio XII, davanti alla basilica di San Pietro, ma non solo. In attesa di «Morricone segreto», l'album postumo del maestro che raccoglie pagine dalle sue colonne sonore meno note, è uscito, infatti, un delizioso cd per la francese Bonsai, «More Morricone» in cui Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli dimostrano che non c'è bisogno di un'orchestra per rendere al meglio l'epos morriconiano. Il cinquantenne contrabbassista casertano non è nuovo alla poetica del «less is better», «meno è meglio», da una scarnificata versione di «'O sole mio» al prezioso canzoniere diviso con Petra Magoni nel sodalizio Musica Nuda. Qui suo compagno di avventura è Giovanni Ceccarelli (con cui divide già il progetto brasiliano di «InventaRio» dedicato a Ivan Lins), jazzista che passa dal piano al Wurlitzer, dalla clavietta ai synth.

Bella davvero, semplice quanto emozionante, la resa dello straordinario tema di «Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto»: il contrabbasso martellante accompagna sin dall'inizio il tornare a galla, nella nostra mente, dello spregevole personaggio interpretato magistralmente da Gian Maria Volonté nel film di Petri del 1970. Ma anche quella di «I figli morti», da «Giù la testa» (Sergio Leone, 1971), posto in apertura e chiusura del lavoro, quasi a ribadire, sin dal fischio e dall'ululato del coyote, l'apice della musica applicata del maestro: «Quando un tema è scritto così dannatamente bene, come in questo caso, non hai bisogno di chissà quanti strumenti, ma devi rispettare lo spartito. E quel fischio, quel coyote non possono mancare, non danno solo il colore del pezzo, ma anche il suo spirito, sono la chiave con cui ti immergi nel suono, nel film, nell'immaginario che è dietro tutti e due, proprio come lo è, in altre pagine, la voce femminile, usata come strumento o cantata. Per questo abbiamo voluto al nostro fianco, dove serviva, la bravissima vocalist belga Chrystel Wautier», racconta Spinetti, trapiantato nei dintorni di Siena ormai da 25 anni, che con gli Avion Travel ha già lavorato a un tributo ad un altro maestro della musica per il cinema, Nino Rota.

«Questo disco è nato nel settembre 2019, era sì un tributo a Morricone, ma pensato quando lui era ancora in vita, sognando di farglielo ascoltare, con tutti i rischi che questo avrebbe comportato: era molto severo quando qualcuno metteva mano alle sue cose», continua il contrabbassista, che, intanto, con la Magoni progetta un «album di canzoni inedite per bambini, ma intelligenti, tipo quelle del Quartetto Cetra o di Sergio Endrigo. Abbiamo già dei pezzi scritti da amici come Max Casacci o Alessio Bonomo».

Tornando a «More Morricone», è evidente l'impegno «a scegliere anche brani meno noti, come Atame, da Lègami! di Almodovar, del 1990, o il tema di Metello, con un giovanissimo Massimo Ranieri diretto nel 70 da Bolognini». Ma non mancano «Hurry to me» («Metti una sera a cena» (Patroni Griffi, 1969), naturalmente «Nuovo cinema paradiso» e il suo «Tema d'amore» (Tornatore, 88) o «Poverty» («C'era una volta in America» (Leone, 84).

Spinetti e Ceccarelli, prima che i Covid-19 ci richiudesse tutti in casa, avevano già fissato il debutto dal vivo, «con due date siciliane, il 12 e 13 dicembre, a Palermo e Catania. Mi sa che dovremo aspettare il 2021, giù la testa e su la mascherina di fronte al virus», conclude Ferruccio, filosofo della sottrazione sonora.

Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA