Salmo duro e puro a Napoli: «Il rap consumista fa male ai ragazzi»

di Federico Vacalebre

Era a Napoli, ieri, per un firmacopie alla Feltrinelli Express, Salmo, forte del record appena registrato dal suo nuovo album, «Playlist», quasi 10 milioni di stream (9.956.000 per l'esattezza) in un solo giorno su Spotify, ben otto brani - è la prima volta che succede in Italia - nella «global chart». Maurizio Pisciottu (così all'anagrafe), 38 anni, da Olbia, bambino cattivo del rap italiano che vince, allunga, accende la polemica con il vicepremier Salvini, sfida persino i suoi fan: e non solo sul fronte politico («i simpatizzanti di quel filone di pensiero ignorante», sta parlando del leader leghista, «non devono ascoltare rap, che è prima di tutto black culture», sintetizza), ma anche su quello interno, stilistico: nel suo disco più politico - e in direzione ostinata e contraria - ha «azzardato» un «featuring», come ormai si devono esterofilamente chiamare le collaborazioni, con il nemico pubblico n.1 del mucchio selvaggio rap duro e puro, Sfera Ebbasta, il re della trap, coinvolto in «Cabriolet»: «Oddio quanto sono incoerente» si è autotrollato su Instagram quando l'ondata di protesta dei suoi appassionati si è fatta fiume in piena.
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Lunedì 12 Novembre 2018, 10:00
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