La resistenza di Sepe:
un doppio ««Lockdown»

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Federico Vacalebre
Daniele Sepe

«Un caso di r-esistenza esistenziale: il capitan Capitone Daniele Sepe e il suo progetto di creatività resistente alla chiusura: lockdown. Diffondete et espandete et gaudete! Buon inizio dicembre!», annuncia sulla sua pagina Facebook Vinicio Capossela, sponsor amicale della nuova testimonianza dell'incontinenza artistica di quel geniaccio di Daniele Sepe.
Il sassofonista-militante, marinaio e pirata (a proposito: ha messo via il gommone di capitan Capitone e si è comprato la barca) quest'anno aveva già fatto uscire il secondo album dedicato alle avventure dei Pirati della costa, visto il successo del primo. Ma... «che vi devo dire, un anno orribile, lo sappiamo. Per noi musicisti & affini una Caporetto, non solo per quello che riguarda la questione economica, ma sopratutto perché ci è impedito suonare insieme. Pensate ad una squadra di calcio o di basket che non gioca insieme per un anno, una tragedia, io posso pure stare a casa a esercitarmi sullo strumento, ma è come fare palleggi in salotto, si gioca insieme (non è un caso che suonare in inglese si declina to play e in francese jouer...)», ha spiegato nel lanciare il crowdfunding per il nuovo disco, anzi i nuovi dischi: «Vista la situazione abbiamo deciso di prendere uno studio per un giorno e registrare in presa diretta un po' del repertorio che siamo usi fare ai concerti, e ne sono venuti due album, il primo di repertorio strumentale, il secondo di canzoni a cui siamo affezionati».
«Lockdown #1» esce esclusivamente sulle piattaforme digitali («stampare e distribuire in queste condizioni è quasi impossibile ed economicamente improponibile per chi come me si autoproduce»). I fans che hanno sostenuto l'iniziativa riceveranno i file hd, i file mp3, il libretto in pdf, ma anche le partiture dei brani e, in omaggio, «Lockdown #2».
Si parte con una suite di Nino Rota, amato e già frequentato dal battitore libero del suono newpolitano. Il tema di «Amarcord», mutuato da una canzone degli anni 30, parte con la citazione della stessa, «Abat jour», quasi a ricordare il procedimento di composizione delle colonne sonore dei film di Fellini: il regista girava con un grammofono sul set e poi chiedeva al compositore di imitare quei suoni, quell'atmosfera, in cui Sepe ha modo di tenere insieme anche la marcetta di «La fogaraccia» e «Le manine di primavera», prima di passare allo straordinario Morricone di «Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto»: con Petri e Volontà un trio da urlo.
Ancora colonne sonore dal vecchio cinema paradiso: «La marcia di Esculapio» di Piero Piccioni (era in «Il medico della mutua» di Luigi Zampa con Alberto Sordi), ma anche la ripresa di «Lunita tucumana» del dio Atahualpa Yupanqui (canta Sepe), il tradizionale giapponese «Sakura» e «St. Thomas», calypso jazz del colosso Sonny Rollins. A Daniele non farà piacere, o forse farà finta che non gli faccia piacere, ma si tratta di uno dei suoi migliori lavori sul versante jazzistico, dal travolgente sapore live e con il suono del suo sassofono riconoscibilissimo quanto quello dei suoi amati punti di riferimento, da Gato Barbieri a James Senese. Con lui ci sono, illuminati di intenso, i complici della Rote Jazz Fraktion: Tommy De Paola al piano e ai synth, Davide Costagliola al basso, Antonello Iannotta alle percussioni e Paolo Forlini alla batteria. In «Lockdown #2» si aggiunge la voce carnale di Emilia Zamuner, pronta alle riletture veraci di una tammurriata, «Figliola ca stai ngopp''a sta luggetta», «Nu poco e sentimento», «Fresca fresca» (dal repertorio di Ria Rosa) e la vivianea «Bammenella e copp''e quartiere» oltre a «Montilla» e «Yerakina», classici sepiani, rispettivamente il primo un tradizionale venezuelano e il secondo greco.
«Niente t-shirt, cappellini e ceneriere, non è tempo di ammennicoli», ha spiegato Daniele lanciando il crowdfunding e pensando ai gadget usati per i due volumi di Capitan Capitone. E ora? Per il 2021 Sepe pensa al progetto su Frank Zappa già sperimentato dal vivo, con Hamid Drake e Dean Bowman, ma ha anche appena inaugurato un tributo a Carosone nel centenario della nascita dell'americano di Napoli, vedremo dove ci porterà il suo viaggio in musica. Nell'attesa, il suo messaggio è di quelli da sottoscrivere all'unanimità: «Speriamo di vederci da vicino al più presto, berci un bicchiere insieme e fare musica scambiandoci batteri».
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