Franco Battiato, arriva il nuovo attesissimo album live: Torneremo ancora

Franco Battiato, esce il nuovo album live
di Totò Rizzo

«Torneremo ancora» è certo un titolo augurale. Torneremo ancora ad ascoltarlo in un concerto, torneremo ancora a sentire le sue parole che senza presunzioni sociologiche ma con una saggezza disarmante ci parleranno di questo nostro malandatissimo tempo, con quel suo timbro graffiato e quel suo tono lento e a volte udibile appena, torneremo ancora a chiedergli di spiegarci qual è la musica vera”, quella che ci fa vibrare le corde dell’anima e ci titilla a un tempo anche quelle del pensiero, e lui tornerà ancora a spiegarcelo, senza alcuna cattedratica supponenza, pur avendone quell’autorevolezza che l’affetto e la fedeltà di milioni di fan gli hanno, suo malgrado, attribuito.



Nell’attesa, «Torneremo ancora» è il titolo del nuovo album di Franco Battiato, della cui presenza una serie di inciampi di salute ci ha privato da quasi due anni, lui ancora in una convalescenza ovattata e premurosa (il fratello, l’assistente, sporadiche visite di amici stretti). Ma è anche il titolo del singolo che apre per l’appunto questa nuova raccolta, l’unico inedito di una collana di perle. La manda nei negozi e sulle piattaforme digitali, in versione cd o doppio Lp, Sony Music Legacy, data d’uscita il 18 ottobre ma già in preorder da oggi sul link https://SMI.Ink.to/TorneremoAncora.

Oltre alla title track sono 14 le perle di questa collana: equamente distribuite nelle diverse “ere battiatiane”, da fine anni Settanta ai nostri tempi, sono state tutte registrate (proprio in previsione di un progetto discografico) un paio d’anni fa in occasione di una felice tournée che vide l’artista siciliano accompagnato dalla Royal Philarmonic Concert Orchestra diretta da Carlo Guaitoli.

Si va dalla ribalda fascinazione de «L’era del cinghiale bianco» che è del 1979 (pensate, sono passati 40 anni da quella provocazione che segna la sua svolta newpop dopo i primi album di ricerca), agli anni Ottanta con «Prospettiva Nevsky» (che faceva parte di «Patriots», 1980) , «L’animale» e «I treni di Tozeur» (da «Mondi lontanissimi, 1985), «E ti vengo a cercare» (da «Fisiognomica», 1988), poi l’alba degli anni Novanta con «Come un cammello in una grondaia» (dall’album omonimo da cui sono tratte anche «Le sacre sinfonie del tempo» e «Povera Patria», 1991) e andando avanti cronologicamente «Lode all’indiavolato» (da «Café de la Paix», 1993), «La cura» (da «L’imboscata», 1996) ed ancora il nuovo secolo da «Tiepido aprile» (da «Il vuoto», 2007) a «Le nostre anime» (dall’ultima omonima produzione in studio nel 2015). Non potevano mancare due perle tratte dai volumi di «Fleurs», quando Battiato rivisitò, nel mood filologico di mezzo secolo fa ma con interpretazioni di originalità assoluta, capolavori spesso dimenticati degli anni Sessanta, da «Te lo leggo negli occhi» di Dino a «Perduto amor» del conterraneo Adamo. Fior da fiore, un album tutto da sfogliare aspettando quando “torneremo ancora” a cantare, magari insieme, lui su un palco, noi, affascinati, in platea.
Giovedì 29 Agosto 2019, 17:09 - Ultimo aggiornamento: 29-08-2019 17:47
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