Genny Basso, disco omaggio ad Aldo Ciccolini sulle note di Mozart e Chopin

Genny Basso, disco omaggio ad Aldo Ciccolini sulle note di Mozart e Chopin
Domenica 7 Marzo 2021, 23:00
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La grande musica vive nel futuro quando si rinnova nelle nuove generazioni di musicisti. Il pianista napoletano Genny Basso ha seguito le orme del leggendario pianista italo-francese Aldo Ciccolini (1925-2015) dopo essere stato il suo ultimo allievo, oltre che il suo assistente, ed aver studiato e vissuto con lui nella sua casa a Parigi durante i suoi ultimi anni. Il suo album di debutto è oggi un omaggio non solo al leggendario Maestro, ma a quella straordinaria esperienza artistica e di formazione: i brandi di Chopin, Mozart, Castelnuovo-tedesco contenuti nel disco sono quelli che hanno segnato gli anni accanto ad Aldo Ciccolini. Attraverso quell’esperienza Genny Basso sente di aver plasmato non solo la sua interpretazione e la sua tecnica, ma la stessa concezione dell’arte: «Fare musica non è un atto di narcisismo, ma di amore e di sincerità”, riassume oggi.

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Il programma del disco inizia con il Notturno in do minore di Frédéric Chopin, Op. 48 n. 1, l’opera, nel suo genere, forse tecnicamente più complessa e tra le più complete musicalmente. Per Genny Basso questa composizione si proietta oltre il proprio tempo, guardando al futuro tanto da anticipare in parte Scriabin. Ma è nei due successivi Notturni, quello in mi bemolle maggiore op 9 n. 2 e il “Lento con gran espressione” in do diesis minore, pubblicato postumo, che Genny Basso sente il superamento stesso del concetto di tempo: «La loro inventiva melodica ha un fascino irresistibile che a distanza di quasi 200 anni è in grado di sopravvivere e attraversare culture e generazioni».

La Sonata in La maggiore KV 331 di Wolfgang Amadeus Mozart è composta da tre movimenti, ognuno dei quali è contraddistinto da una particolarità: l’Andante grazioso, che si dipana in una serie di variazioni, seguito da un Menuetto con un Trio centrale e infine il celebre Allegretto alla Turca.

È infatti soprattutto nello studio di Mozart che Genny Basso assorbe l’approccio ciccoliniano, tanto nella tecnica, con le sue incredibili diteggiature, tanto nella filosofia, che vede il musicista sospeso a mezz’aria in perfetto equilibrio tra l’espressione della propria sensibilità artistica e l’attenzione scrupolosissima alla scrittura musicale e alle volontà del compositore.

Nella musica per pianoforte di Mozart Genny Basso ritrova un'incredibile forza scenica: «Ogni sua pagina, anche quella più puramente strumentale, conserva la ricchezza e la diversità espressiva e psicologica degli eventi e dei personaggi delle sue opere teatrali».

Segue ancora Chopin: il Valzer in la minore op. 34 n. 2 apre una piccola trilogia, seguito dai Valzer op. 64 n. 1 in Re bemolle maggiore e n. 2 in do diesis minore. In essa per Genny Basso si racchiudono tutte le qualità del grande compositore romantico.

I contrasti tra la dolce malinconia e gli impulsi vivaci sono le «caratteristiche più autentiche e irresistibili della musica di Chopin». Il primo dei tre valzer segna anche una «esperienza chiave» biografica: è con questo valzer che Ciccolini sente suonare per la prima volta il giovane Genny Basso e gli predice un grande futuro. 

Genny Basso e Aldo Ciccolini condividono la città natale: Napoli. Nella inebriante suite “Piedigrotta 1924 (Rapsodia Napoletana)” del terzo compositore del disco, Mario Castelnuovo Tedesco, risaltano i colori saturi e contrastanti del Sud Italia. Attraverso questa straordinaria composizione, Genny Basso sente fortemente il legame con le sue radici. Nei cinque movimenti della suite, aperti da una tarantella, si susseguono e si mescolano, oltre alla citazione di canzoni napoletane antiche, inconfondibili influenze spagnole e francesi in cui riecheggia la storia delle dominazioni della città. Genny Basso nel libretto scrive: «Piedigrotta 1924 (Rapsodia napoletana) di M. Castelnuovo Tedesco è un brano che ho conosciuto grazie ad Aldo Ciccolini. Ha esercitato su di me una grande fascino dal primo momento, ma solo col tempo ho compreso da cosa nascesse questa suggestione: in Piedigrotta c’è Napoli, la mia città e la città di Aldo, ci sono le origini e c’è un mondo intero di storia, gesti, tradizioni, odori che costituisce il tappeto non sonoro di quest’opera straordinaria». .

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