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Gigi D'Alessio al Plebiscito, il concerto evento: trent'anni di emozioni

Venerdì 17 Giugno 2022 di Paola Perez
Gigi D'Alessio al Plebiscito, il concerto evento: trent'anni di emozioni

C'è un corno rosso sul palco, per allontanare l'ombra del venerdì 17 e la minaccia della pioggia. Gigi D’Alessio aveva pronta una canzone, “Chiove, stu cielo fa paura”, ma non serve più. Diecimila seduti in piazza del Plebiscito, innumerevoli in piedi oltre le transenne seguono l'evento “Uno come me”, diretta su Raiuno per celebrare i primi trent’anni di melodie del cantante.

Si comincia con «Non mollare mai», il coro infinito dei fan accompagna Gigi ballando, tutti con le mani alzate a brandire un celluare e immortalare in video l'evento. E si parte con una battuta: «Mi chiedete perché un napoletano festeggia di venerdì 17? Guardate quanti siete, alla cattiva sorte non ci credono più nemmeno i napoletani». Dalla folla spunta un cartello, il messaggio è di una ragazza, inequivocabile: «Sposami».

Un applauso sulle note di “Quanti amori” segna l'ingresso del primo superospite, Eros Ramazzotti. E c'è spazio anche qui per la gag. «Gigi, tu sai guardare negli occhi la vita...ma cosa guardi?»; «Le lenti a contatto, le perdo sempre». E via col duetto medley “Un’emozione per sempre/ Più bella cosa“.

Dopo lo spazio della solidarietà - un invito a comporre il 45592 per aiutare il corridoio umanitario del Santobono Pausilipon per i bimbi ucraini - si torna alla musica. «Ho chiesto ad un mio amico, anzi un fratello maggiore, visto che è un po’ più grande di me, di condividere questo palco e cantare insieme il grande Renato Carosone». E sulle note di “Tu vuo' fà l'americano”, prima di una serie di hit immortali, irrompe sul palco Fiorello. Dal ritmo alle battute fulminanti: «Pensate che mentre di là ci sono tutti i ministri della cultura - dice Fiorello, riferendosi al summit di Palazzo Reale - qui ci siamo io te, il re dei matrimoni e il re del karaoke». Poi il colpo da maestro, quando intonano insieme “Como suena el corazon” mashuppato con “The Wall” dei Pink Floyd.  

 

“L'ammore” segna l'ingresso in scena di Fiorella Mannoia. «Per come ha cantato questa canzone il suo vero cognome non è Mannoia ma Esposito - si complimenta D'Alessio - che dite, chiediamo al sindaco di darle la cittadinanza onoraria?».  Siparietto sul tema delle canzoni impegnate, con Gigi che stralcia passaggi dei suoi brani per dimostrare a Fiorella che ha toccato temi “alti”, e il duetto strappa-applausi sulle note di “Quello che le donne non dicono”. «Una canzone che amo tantissimo perché per me parla di Napoli, perché Napoli è femmina e bisogna amarla come si ama una donna», spiega D'Alessio.

“Un nuovo bacio” riapre la festa dopo la pausa pubblicitaria, poi Gigi introduce un “amico dj”: ed ecco che arriva Amadeus. Tutti in piedi, il concerto diventa happening in stile villaggio turisticoOutfit gemello scintillante per i due mattatori che si lanciano in un ping pong musicale tra la disco e il romantico anni '90, tra Corona e “Annarè”. «Il mio sogno - confida Gigi - è cantare al San Carlo». «Nessun problema . replica Amadeus - vai al San Carlo e dì che ti ho mandato io». Presentazione in stile sanremese per “Non dirgli mai”, il brano portato al festival nel 2000, e il sogno si avvera. Gigi suona il piano nel Massimo partenopeo e canta accompagnato dall'orchestra. 

È il turno di Vanessa Incontrada, che legge una poesia dell'australiana Pam Brown. Fianco a fianco sul palco Vanessa e Gigi ricordano il programma condotto insieme in tv, ”Vent'anni che siamo italiani”, e dopo uno sketch sulle (scarse) capacità musicali di lei intonano “No vale la pena enamorarse”.

Ancora una presenza femminile: Alessandra Amoroso, salutata dall'entusiasmo dei fan, accompagna Gigi sulle note di “Un cuore malato”. «Bravissima - si complimenta D'Alessio, e ricordate che il 13 luglio sarà allo stadio di San Siro per un concerto, è la seconda donna a esibirsi in questa location». 

Si cambia atmosfera. «C’è una poesia che Eduardo De Filippo ha dedicato a suo figlio Luca, e che raccoglie in pochi versi l’infinito amore che un padre prova per un figlio». Mentre Gigi comincia a recitare ”Si te veco” arriva sul palco il figlio Luca, noto con il nome d'arte LDA, lanciato da “Amici” e  qui accolto dai più giovani con un tifo da stadio mentre canta “Quello che fa male”.  «Oggi posso dire che sono il papà di LDA - si commuove D'Alessio - e ora ti presento la zia che ti ha visto nascere». Ecco Mara Venier, che indossa i classici panni dell'intervistatrice per raccontare in tandem padre e figlio, sull'onda dei ricordi, delle emozioni, delle cose mai dette. 

Dai sentimenti alla comicità, è il turno di Alessandro Siani. Gioca sui titoli e i testi dei brani più famosi canzoni, fa un doveroso passaggio sulla pioggia del venerdì 17 che è arrivata e se n'è andata, poi affonda il colpo: «Mi piaceva quella canzone sulla spagnola, che non parlava italiano... Ma perché tu che lingua parli?». «Sei sempre un amico», ribatte Gigi con un abbraccio. Si parla ancora di Napoli, dell'ipotesi di vietare i panni stesi nei vicoli: «Il vero problema è un altro - commenta Siani - se le bollette continuano ad aumentare, i napoletani non potranno nemmeno lavarli i panni». Per chiudere, un omaggio a Maradona: «Non giocava al pallone, ma giocava con il pallone». La telecamera punta sul pubblico, inquadra Lorenzo Insigne. E Gigi D'Alessio canta “Si turnasse a nascere”.

Altro big in arrivo sul palco del Plebiscito: D'Alessio si siede al piano e intona la prima strofa di “16 marzo”: entra e continua Achille Lauro. Un problema al microfono non interrompe l'emozione, Gigi è rapidissimo a passargli il suo e sdrammatizza sul piccolo incidente. «Visto com'è bello vestito in borghese?», scherza D'Alessio, riferendosi al look mai così sobrio ed elegante, e via con il duetto di “Mon amour”.

Tra i coristi compaiono due “infiltrati”, Andrea Delogu e Stefano De Martino. «Ci siamo messi qui perché erano rimasti solo posti in piedi». Segue l'invito ufficiale al Tim Summer Hits, la nuova versione del Festivalbar: lo show itinerante targato Rai2 partirà il 30 giugno.  

Altro giro, altro big.  «Il San Ferdinando di Eduardo De Filippo era la grande famiglia degli attori napoletani, ed è qui con noi stasera uno dei figli più talentuosi di quella famiglia». D'Alessio introduce così Vincenzo Salemme. Domanda da un milione di dollari: cos'è la comicità? La risposta arriva con un esempio pratico, uno sketch: dalle quinte sbuca Maurizio Casagrande e il mega palco da concerto diventa, per magia, teatro.

Un tuffo nel passato, nel regno della sceneggiata, per un tributo al maestro. «La mia storia è cominciata così», D'Alessio suona “Cient'anne”, sui maxischermi appare l'immagine di Mario Merola, in scena c'è il figlio Francesco. Il viaggio nel tempo continua per introdurre il prossimo ospite: «Sono passati trent'anni, da Mario Merola a Luché». Il cantautore e il rapper insieme cantano “Come me”. Un'altra dedica, stavolta a Procida capitale della cultura, con il brano “Napule”. Che è pure un omaggio a Lucio Dalla: e i maxischermi lo riportano qui in piazza del Plebiscito, immortale, per la grande festa della musica. Una festa che proprio non vuole finire. Tra gli “invitati” Rosario Miraggio, Lele Blade, Samurai Jay e Ivan Granatino. E, ancora, l'esplosione di energia di Clementino, co-protagonista di una versione rappata di “Come suena el corazon”.

Per la chiusura il tributo a Pino Daniele. La piazza festosa abbassa le luci, “Napule è” accompagna verso la notte il popolo di Gigi D'Alessio. «È stata una serata meravigliosa. Questa è una città meravigliosa. Buona vita, buon ritorno a casa».  

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Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA