Giornata contro la violenza sulle donne, un rap sugli amori insani Video

Una scena del videoclip Doppia identità
di Gennaro Morra

In Italia nei primi dieci mesi del 2018 sono già 106 le vittime di femminicidio, mentre dal gennaio 2000 a ottobre di quest’anno sono 3.100 le donne uccise dagli uomini. Numeri allarmanti quelli diffusi nei giorni scorsi da Eures – Ricerche Economiche Sociali, in vista della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne che ricorre domani. Dati che delineano il quadro di un fenomeno che nel nostro paese non accenna ad attenuarsi, nonostante il Parlamento abbia approvato una legge ad hoc nel 2013. E la relazione Eures racconta di omicidi che avvengono perlopiù in famiglia, nel 72 per cento dei casi, e nell’ambito più ristretto della coppia, dove le donne ammazzate da un partner o un ex sono il 47,6 per cento.
 
Dunque, la sfera sentimentale paradossalmente rappresenta il fattore di maggior rischio per il genere femminile, che troppo spesso s’imbatte in relazioni pericolose, dove il possesso e il dominio da parte dell’uomo vengono scambiate per amore. E quando aprono gli occhi e decidono di uscirne, restano vittime della violenza estrema.
 
Racconta una storia del genere “Doppia identità”, l’ultimo brano del rapper Domity, che nei suoi pezzi frequentemente affronta tematiche sociali. E stavolta ha avvertito l’urgenza di narrare la vicenda di una ragazza che appare come una sbandata, persa nell’alcol e nella droga, ma che invece nasconde una sofferenza profonda: è legata a un uomo che la picchia, intrappolata in un amore insano che ha ucciso i sogni di quand’era adolescente e che finirà per stroncare anche la sua vita.
 
«L’amore non è questo, l’amore non è femminicidio», afferma Domity, alias Marco Montanino, commentando il suo brano. Una canzone che già nel titolo contiene un messaggio preciso: non si può negare un problema tanto grave, celandosi dietro una doppia identità, ma bisogna assolutamente denunciare. Solo così si potrà uscire da questo vortice di soprusi e aggressività: «Bisogna troncare le relazioni insane che sfociano in episodi di violenza – sostiene il rapper campano, mettendo in guardia ogni donna da quegli uomini che mascherano la gelosia morbosa, spacciandola per amore. E continua: «La musica può essere un altoparlante per far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. E la violenza è sempre sbagliata».
 
Ed è singolare che una presa di posizione così netta arrivi proprio dal mondo del rap, dove spesso si canta e decanta il machismo e nei videoclip che accompagnano le canzoni le ragazze sono quasi sempre prede da conquistare. Invece, nel caso di “Doppia identità” si esce da certi cliché e si fa i conti con una cruda realtà: «Nel momento in cui proponi un tema forte, come la violenza sulle donne, e dimostri a tutti che questa è una cosa sbagliata, fai passare il messaggio che quello non è un atteggiamento giusto – spiega ancora Marco Montanino –. Ho scritto questo brano un po' di tempo fa, in un periodo della mia vita in cui, oltre a captare dai vari media le notizie su questo fenomeno, mi confrontavo e ascoltavo in prima persona storie che poi mi hanno portato a pensare molto. Ed è così che è nato "Doppia identità"».
Sabato 24 Novembre 2018, 14:34 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 09:07
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