Ida Rendano canta Mia Martini: «Concerto tributo con altre artiste»

Lunedì 29 Giugno 2020 di Giuliana Covella

«Cantare Mimì sarà il regalo più bello per festeggiare i miei 30 anni di carriera». Una super emozionata Ida Rendano, tra i più amati dei cantanti della musica napoletana, sarà tra le voci femminili del mega concerto dedicato a Mia Martini a settembre in occasione dell'anniversario della nascita della grande artista: «Per me è un anello che si ricongiunge - dice - a 14 anni arrivai seconda a Passaporto per Sanremo (l’attuale Sanremo Giovani) con "Almeno tu nell’universo"». Un’emozione che si rinnoverà dunque dopo oltre un trentennio per una delle voci più belle di Napoli. L’idea è del noto produttore di Suoni del Sud Peppe Ponti che, interpellato dal mattino.it, mantiene il massimo riserbo sull’evento. Mentre Ida aggiunge: «So soltanto che parteciperò a questo importante tributo a Mia Martini e ne sono felice, oltre che emozionata. Quando per la prima volta cantai una delle sue canzoni più famose - spiega - ero un’adolescente. Ascoltavo Mina, Anna Oxa, Marcella Bella. Ma la Martini la sentivo più vicina a me, più passionale, più sanguigna. Arrivai seconda a quel concorso canoro, ma fu una grande soddisfazione. Da lì è nata la mia voglia di fare musica». La canzone prescelta per la Rendano sarà «Va’ a marechiaro»: «è ritmica, con un arrangiamento più pop. A lei mi accomuna la grande sensibilità, ma ovviamente la sua voce è imparagonabile. Voci così sono uniche e non potranno mai rinascere».

Dagli esordi con Gigi D’Alessio, «l’artefice del mio successo popolare», come lei stessa riconosce, alla passione per la danza, la lirica (Ida è un mezzo soprano) ai ricordi della nonna paterna, che le ha trasmesso la passione per la musica, fino ai grandi successi che l’hanno portata, tra i tanti, a calcare il palco dello stadio San Paolo nel 2017 per il concerto dedicato ai 60 anni di Nino D’Angelo: «mi sentivo una dilettante, dopo tanti anni ricantare insieme a lui quella canzone (“Solitudine”) è stata un’emozione indescrivibile che ha mandato il pubblico in delirio».
Tra le tappe più importanti della sua trentennale carriera, che festeggia quest’anno, l’incontro con Mario Merola: «Con lui ho fatto “Piazzetta Merola”, che è stato una specie di “Amici” di Maria De Filippi. Lui mi ha insegnato l’interpretazione, ossia quando cantavi dovevi vivere, raccontare, sussurrare la canzone, non urlare per trasmettere realmente qualcosa agli altri».

Tra impegno sociale («nato dal fatto che ho una sorella disabile, quindi so bene cosa significa quando queste persone vengono messe da parte nella società»), concerti nelle carceri («quando canto nei penitenziari non giudico mai chi vive dietro le sbarre, perché sono nata nei quartieri popolari come la Sanità, dove ci sono tante associazioni che aiutano chi a sbagliato a rifarsi una vita»), Ida continua a infiammare i cuori dei fans con le sue canzoni. «Sto collaborando con il produttore Max D’Ambra e con artisti come Natale Galletta, poi ci sono altri progetti in cantiere che preferisco non svelare». Un pensiero intanto per il collega Gianni Fiorellino, che ha perso il papà da pochi giorni: «Siamo molto legati. Il padre di Gianni era un musicista ed era la sua ombra. Ma in questo triste momento lo voglio ricordare con il sorriso».

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