La seconda vita di Al Bano: «Ma ho detto no a un film sulla mia storia»

di Andrea Spinelli

Non è mai stato tanto presente sui media da quando il 15 novembre scorso ha annunciato: «Smetto fra un anno». Otto mesi dopo la decisione è ancora quella, anche se un po' meno inappellabile. «Devo curare le mie corde vocali, perché le ho massacrate per 75 anni», spiega Al Bano. «Finisco gli impegni di quest'anno e poi si vedrà se torneranno a posto o dovrò smettere. Non dipende da me, ma dal buon Dio. Il cantare è un dono del cielo, doverne farne a meno sarebbe dura, durissima».

Intanto il cuore funziona bene?
«Per fortuna sì. È chiaro che il problema alle corde vocali è dipeso anche dall'ischemia di un anno e mezzo fa; fortuna vuole che possa cantare ancora, ma la botta c'è stata».

Rovazzi definisce la sua voce un'arma non convenzionale. Com'è stato lavorarci assieme?
«La collaborazione con lui è stata un altro regalo del buon Dio. Fabio è un ragazzo intelligente, di grandi qualità. Basta pensare alle piccole, grandi, genialità che ha saputo mettere nel video di Faccio quello che voglio. Riunire in un filmato di 9 minuti calibri come Morandi, Volo, la Pavone, Ramazzotti, Briatore, non è cosa da tutti i giorni. E poi l'idea delle bottigliette che contengono il talento liquefatto degli artisti è semplicemente eccezionale».

Progetti?
«Due special per Canale 5 di Al Bano nel mondo; cominciamo agli inizi di settembre da Baku, in Azerbaijan. A marzo dell'anno prossimo inizierà a girare con la Publispei una fiction in 6 puntate per la Rai dove non canterò, ma, per riposare le corde vocali, mi limiterò a fare l'attore».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Lunedì 27 Agosto 2018, 12:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP