Jova beach party, salta il concerto del 17 agosto a Vasto. La rabbia di Jovanotti: «Ha vinto il fronte del no»

Jova beach party, salta il concerto del 17 agosto a Vasto. La rabbia di Jovanotti: «Ha vinto il fronte del no»
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​Jova beach party, salta la festa in spiaggia del 17 agosto a Vasto Marina, località balneare in provincia di Chieti. Il concerto di Jovanotti a Vasto, dunque, non si farà per problemi di sicurezza. La notizia è stata annunciata da Maurizio Salvadori, amministratore delegato Trident e organizzatore da trent'anni dei concerti di Jovanotti uscito dal comitato per la sicurezza che si è svolto nella Prefettura di Chieti.

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Dalla Prefettura di Chieti, dunque, arriva lo stop definitivo al concerto di Jovanotti che si sarebbe dovuto tenere il 17 agosto sulla spiaggia di Vasto Marina. Questa mattina la riunione congiunta del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha pronunciato la parola fine alle speranze dei fan di assistere al Jova Beach Party. Per il prefetto di Chieti Giacomo Barbato permangono le criticità sulla sicurezza e sulla paventata chiusura della Statale 16.

Jovanotti:
«Ha vinto il fronte del no». «Ho appena saputo che Jova Beach Party a Vasto (Chieti) non ci sarà. La ragione è intessuta nelle dinamiche assurde che hanno trasformato un'occasione di festa, gioia ed opportunità di sviluppo di un territorio in scontro di forze locali in 'bagarre'. Chi alla fine ha 'vinto' ottenendo la cancellazione combatte una sua personale battaglia politica locale in affannosa ricerca di visibilità a buon mercato che evidentemente una cosa grande e bella come Jova Beach Party offre». Lo scrive su Facebook Jovanotti dopo la decisione della Prefettura di Chieti di cancellare la tappa di Vasto prevista per il 17 agosto. «A Vasto non lo potremo fare - scrive l'artista in un post su Facebook, rilanciato anche su Twitter e Instagram - A Vasto ha vinto il fronte del 'no', quello di cui l'Italia è pervasa».

«Quello che rende il Paese immobile e fa in modo che il 'sommerso' resti sommerso nell'interesse di molti. JBP è un luogo sicuro, la sicurezza è sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto no, a prescindere. In Italia a volte le cose vanno così, lo sapete, ma io non mi rassegno, molti di noi non ci rassegniamo». «Non ci sono ragioni oggettive - dice ancora Jovanotti - le centinaia di documenti prodotti non sono stati esaminati e nessun riscontro è stato dato alle migliaia di testimonianze relative alle 9 tappe già fatte. Non sono mai state interpellate le prefetture che si sono complimentate con noi per il lavoro svolto fino ad ora. La firma finale spetta alla Prefettura di Chieti e senza autorizzazione noi non possiamo muoverci».

«Mi dispiace moltissimo per i vastesi che amano la loro terra, per gli oltre 30mila che avevano già acquistato il biglietto, per la squadra di oltre mille persone che si fermeranno e per tutti gli albergatori, ristoratori e commercianti della zona - aggiunge - che vanno a perdere lavoro e purtroppo non per una ragione di forza maggiore ma per basse ragioni di polemica politica locale. Grazie comunque al sindaco di Vasto e ai suoi collaboratori che fino a stamattina hanno fatto di tutto per accogliere questa grande e bella festa nella loro città». «Un anno fa pensare ad un'impresa come il Jova Beach - osserva - avrebbe fatto sorridere. Siamo riusciti a partire e la stiamo facendo con l'aiuto di tutti. Con la collaborazione totale delle autorità competenti, con il lavoro delle amministrazioni locali, con il Wwf che ha vigilato su tutti gli aspetti ambientali e con un entusiasmo del pubblico che non ha precedenti». «Nelle prossime ore - conclude Jovanotti - Trident Music comunicherà le modalità di rimborso o recupero».






Il manager di Jovanotti: 
«Deluso e sorpreso, Lorenzo l'ha presa molto male. Ora cipensa la magistratura». «Non immaginavo una evoluzione del genere: sono esterrefatto perché il comitato di questa mattina è stata più una requisitoria del Prefetto e del comandante dei Carabinieri su una questione di cui si occuperà ora la magistratura». Lo ha detto l'amministratore delegato della Trident la società che gestisce l'evento, Maurizio Salvadori. L'organizzatore da trent'anni dei concerti di Jovanotti appena uscito dal comitato per la sicurezza che si è svolto in prefettura a Chieti ha così commentato l'annullamento del concerto di Jovanotti a Vasto: «Gli argomenti all'ordine del giorno sono stati l'analisi della Commissione di Vigilanza che ha ritenuto non idonea la documentazione presentata; è evidente che qualcosa non quadra. Si è parlato poi della data del 17 agosto considerata non idonea per il concerto perchè coincidente con il periodo di ferie e di vacanze - ha esordito Salvadori - Fa sorridere ora la totale mancanza di collaborazione tra i vari enti che sapevano già dal mese di dicembre di questa data scelta per il concerto». «Sono deluso e sorpreso - ha proseguito Salvadori -: è stata una riunione più politica che strategica dove ho assistito a molte chiacchiere e pochi fatti. Ô chiaro che ho interloquito con persone che non hanno mai visto concerti di questo livello. Bisognava verificare prima le condizioni di idoneità e non arrivare alla data del 17 agosto» precisa l'amministratore delegato della Trident. E sempre Maurizio Salvadori fa sapere che Jovanotti ha presa molto male la notizia dell'annullamento del concerto. Ci sì chiede ora che fine faranno i 30.000 biglietti acquistati dai fan e se verranno rimborsati.

Gli ambientalisti: «Il rispetto della natura è civiltà». «La tiritera sul no è veramente stucchevole e preferiamo evitare chiacchiere da bar perché poi esiste la realtà e noi badiamo a quella. Ad esempio, un no alla tombatura di un corso d'acqua per noi rimarrà sempre un segno di civiltà e di conformità alle normative vigenti». È quanto afferma rispondendo a Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti Massimo Pellegrini, naturalista e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, tra i più attivi sul fronte del Jova Beach a Vasto.

«In un paese dove la natura è già in sofferenza, assediata in molteplici modi, l'idea di trasformare spiagge con elementi di naturalità in arene per concerti era e rimane sbagliata in partenza. Eventi con decine di migliaia di persone vanno fatti dove ci sono servizi e condizioni adeguati: stadi, palazzetti e piazze - prosegue Pellegrini - Se poi la giustificazione per questa scelta è quella di lanciare slogan sulla plastica mentre allo stesso tempo si vendono decine di migliaia di bottigliette di plastica, ebbene, non possiamo che sorridere amaramente, considerato anche il giro milionario che certamente permetterebbe ben altre scelte dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Su Vasto come al solito è stato fondamentale leggere e analizzare i documenti ed essere rigorosi anche davanti alle inutili e strumentali provocazioni. Bastava leggere le relazioni presentate per evidenziare tutti i limiti, comprese descrizioni della situazione di campo non corrispondenti alla realtà, di un'iniziativa del genere. Tra l'altro rimaniamo sconcertati per il fatto che da dicembre 2018 ancora oggi non si siano compresi i limiti oggettivi ben chiariti dal prefetto di Chieti, che ringraziamo come cittadini. Solidarietà alle aree come Cerveteri, Roccella Jonica, Policoro, Castel Volturno, Fermo dove le ruspe invece hanno agito. Sorprende invece il silenzio del ministero dell'Ambiente, quando anche ISPRA, massimo organo dello stato in materia, ha sollevato molte criticità su questo modo di intendere la gestione del territorio».


I consiglieri della Lega: «A Vasto amministrazione pasticciona». «È da dicembre 2018, con l'annuncio del noto cantautore, che Vasto attende il Jova Beach Party. Non sono bastati 8 mesi per offrire ai cittadini, ai tanti appassionati, ai tanti turisti pronti a riversarsi in città, l'atteso evento» Lo scrivono in una nota i consiglieri della Lega di Vasto Alessandra Cappa e Davide D'Alessandro. «Un'Amministrazione sciagurata, insipiente, pasticciona e codarda, pronta a scappare persino dal Consiglio comunale, ha esposto Vasto ancora una volta al pubblico ludibrio. L'immagine della città è stata notevolmente danneggiata. Il Sindaco Menna e il suo assessore al Turismo, Carlo Della Penna, dovranno spiegare al prossimo Consiglio Comunale tutto ciò che è accaduto, che non ha riguardato soltanto, come si intende far credere, il problema della viabilità, della SS16 e dei parcheggi. In realtà, c'è tanto altro da chiarire e appurare sulla scellerata decisione del sito imposto da Menna e compagni. Tutto dovrà essere noto alla città. Sull'assessore inviteremo il Sindaco a rimuoverlo, sempre che il Sindaco non decida di rimuovere anche sé stesso, poiché è sempre il Comandante in capo che porta le responsabilità del disastro. Decine di migliaia di persone sono state illuse e ora si ritrovano con un biglietto in mano e tanta delusione addosso, mentre il Sindaco si ritrova con i suoi amabili gufi, gli unici animaletti a tenergli compagnia. Un gruppo di dormienti ha pensato di poter guidare una Ferrari come si guida la macchinina della Villa comunale. Non sono bastati neppure i duri richiami del Prefetto, Dott. Giacomo Barbato, che ha cercato responsabilmente di svegliare e scuotere chi aveva trascurato la rilevanza dell'evento e la sicurezza da garantire a tutti i partecipanti. L'evento di Jovanotti, che avrebbe dovuto salvare una triste annata per l'Amministrazione Menna, si è trasformato nella pietra tombale che chiude definitivamente un cammino mai iniziato. Dal 2016 a oggi tre anni di nulla. Menna, per il Pd, voleva rendere grande Vasto. L'ha resa piccola, piccola. Ha perso un anno a sbagliare su Jovanotti, mentre Vasto ha perso tanti turisti per una grande occasione mancata. Cala miseramente il sipario su quanti avevano promesso di rilanciare Vasto e l'hanno definitivamente affossata. Permettete un'ultima domanda: quale grande star annunciano per l'anno prossimo?».

Venerdì 9 Agosto 2019, 13:25 - Ultimo aggiornamento: 09-08-2019 16:03
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