Jovanotti, un beach party formato festival ora è possibile

Domenica 1 Agosto 2021 di Andrea Spinelli
Jovanotti, un beach party formato festival ora è possibile

«Jova beach» seconda stagione. In uscita a
fine novembre con il successore di «Oh, vita!», Jovanotti prenota il lido Fiore Flava Beach di Castel Volturno. Stessa spiaggia (e stesso mare) dove sbarcò il 13 luglio di due anni fa col suo party balneare. Allora per la data campana furono staccati 27.404 biglietti, ma stavolta potrebbero essere molti di più, visto che l'intenzione è quella di fermare la carovana sotto la luna del golfo non per una, ma per due notti.

Le prime, necessarie, ricognizioni sono già state effettuate nei giorni scorsi contemporaneamente all'avvio del complesso iter per la concessione delle autorizzazioni necessarie. Visti, infatti, gli elaborati piani logistici messi a punto per l'avventuroso tour 2019, è molto probabile che il ragazzo fortunato sfrutti il lavoro già fatto puntando sugli stessi spazi. Anche se, rispetto a quanto pianificato due estati fa, ci sono almeno un paio di tappe da reinventare; Albenga, cancellata in extremis perché il mare s'era mangiato la spiaggia e quindi nella necessità di trovare un altro spazio, e Linate, dove l'attività aeroportuale (al tempo ferma per lavori alla pista) è ripresa a pieno ritmo con conseguente urgenza d'individuare un altro sito dell'hinterland milanese in cui ambientare il gran finale di tournée.

Allora con 17 concerti (in 15 località diverse) il «tour pazzo», definizione di Jovanotti, riuscì a richiamare 567.181 spettatori, con un incasso di oltre 29 milioni di euro. Cifra enorme, anche se insufficiente per coprire le spese titaniche di una città viaggiante con l'ausilio di 52 tir che si mangiarono oltre 7.ooo chilometri di strada ciascuno.

Facile intuire quali potrebbero essere i riscontri economici del «Jova beach» trasformato da «party» in «fest», di due, o anche più, giorni, probabilmente tra agosto e settembre. Questo a patto, naturalmente, di correggere con esperienza e buon senso gli errori fatti nel tour di due estati fa, arrivato fino al (provvidenziale) colpo di coda dell'aeroporto di Linate con perdite tra i 170 e i 200 mila euro a data nonostante una sfilza di sold-out lunghisima, quasi quanto l'elenco degli ospiti: a Castel Volturno Clementino, Rocco Hunt, Bombino, The Liberation Project e Avitabile, altrove Fiorello, Gianni Morandi, Benny Benassi, Fatoumata Diawara, Boomdabash, Canzoniere Grecanico Salentino, Sud Sound System, Riva Starr, Ex Otago, Rkomi, Merk & Kremont, Ivreatronic, Charlie Charles, Selton, Giorgio Poi, Tarantolati di Tricarico, Alborosie, Pinguini Tattici Nucleari, Takagi & Ketra, Nu Guinea, Tony Allen, Tre Allegri Ragazzi Morti, Willie Peyote...

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Il più grave di tutti i problemi due anni fa fu quello di confrontarsi con realtà ambientali complesse, quali le spiagge, coi ritmi e i tempi lavorativi delle tournée ordinarie; abbaglio che comportò la lievitazione dei costi di produzione da 1 ad 1,5 milioni di euro a concerto con bilanci rosso-sangue. E che oggi potrebbe essere semplificato dalla conoscenza delle location utilizzate, come dall'abbatimento dei costi permesso dallo spalmare gli allestimenti su due, se non ancora di più, giornate di show.

A svelare i piani del ritorno di Jovanotti è stato, un paio di settimane fa, l'assessore al Turismo di Barletta, Lorenzo Cilli, annunciando, a latere di una conferenza stampa sulla stagione culturale estiva del capoluogo pugliese, trattative in corso per riportare il kolossal balneare di Jovanotti sul lungomare Pietro Mennea.

Nell'anno della tigre, come Lorenzo chiama il 2022 sui social rifacendosi all'oroscopo cinese, arriva infatti per lui il momento del riscatto. E l'occasione per lasciarsi definitivamente alle spalle pure quelle querelle ambientali sulla nidificazione nelle zone di concerto del fratino o delle tartarughe caretta caretta che, due anni fa, hanno rappresentato l'incubo ambientalista del suo rutilante party.

Insomma, è qui la festa, pandemia permettendo: il «Jova beach fest» potrebbe davvero essere il momento della ripartenza tanto agognato. Per mettere in moto una macchina così complicata, gli organizzatori ci sperano, e noi con loro. Il pubblico italiano ha bisogno di potersi finalmente assembrare con sicurezza. Anche a costo di entrare mostrando il green pass.
 

Ultimo aggiornamento: 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA