La notte della Taranta con Madame e Al Bano: ecco la strana coppia folk-pop

Sabato 28 Agosto 2021 di Federico Vacalebre
La notte della Taranta con Madame e Al Bano: ecco la strana coppia folk-pop

Inviato a Melpignano 

Lui, Al Bano Antonio Carrisi, 78 anni, da Cellino San Marco (Brindisi), gioca in casa e si annuncia in un'inedita veste rock. Lei, Madame, pseudonimo di Francesca Calearo, diciannovenne di Creazzo (Vicenza), proprio no. Lui, dopo ripetuti corteggiamenti, è stato scelto come «narratore» della ventiquattresima Notte della taranta, la prima senza il suo storico direttore artistico Daniele Durante, morto il 5 giugno scorso. Lei è «maestra concertatrice» di questa seconda edizione pandemica: solo mille persone questa sera ammesse, e distanziate, sotto il palco di Melpignano, nel piazzale dell'ex convento degli Agostiniani, presidiato dalle forze dell'ordine perché a nessuno venga in mente di assembrarsi, ballare e sballare come si faceva qui per tradizione. 

E tradizione è la parola centrale del discorso da affrontare: ripresa per la prima volta da Raiuno, che la trasmetterà a tarda notte il 4 settembre, grazie anche al «tifo» del vicedirettore Angelo Mellone, la kermesse, al centro dell'immagine vincente di una Puglia campione di turismo e di identità, è accusata da tempo di star perdendo proprio la sua identità, di star annacquando sempre di più la tradizione da cui tutto è partito, la danza esorcistica del morso del ragno, la pizzica contadina, i canti dei campi. «Ai puristi, ai loggionisti della taranta, alla curva degli estremisti mando a dire che la tradizione muore se non la si frequenta, diventa un castello di sabbia, proprio com'è successo all'opera lirica», spiega Enrico Melozzi, teramese, 44 anni, arrivato alla notorietà dirigendo i Maneskin a Sanremo e altro maestro concertatore della Notte della taranta: «Quando debuttò Il flauto magico di Mozart era musica popolare, poi si è chiusa nei circoletti, è diventata élitaria». Eh no, i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore, la notte del dio che balla, il Sud magico di De Martino e quello degli etnoraccoglitori sul campo, élitari proprio non possono e non devono diventarlo. Ma, a parte l'orchestra popolare della manifestazione, naturalmente, il cast, completato da Il Volo, sembra poco tarantato e molto pop, melodico, nazionalpopolare, adatto, insomma, alla rete ammiraglia.

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Madame, due volte Targa Tenco quest'anno per il miglior album d'esordio e la miglior canzone, promette di metterci tutta se stessa: «Quando mi hanno chiamato non ci credevo, avevo visto Mahmood l'anno scorso, mi sarebbe piaciuto fare una cosa nel suo solco, alla mia maniera. Ho riscritto alcuni testi, modificato la tradizione, spero nessuno si senta offeso. Mi vestirò come il popolo della taranta, canterò come il popolo della taranta, danzerò come il popolo della taranta». La vedremo all'opera su «Marea», sua personalissima hit, in versione salentizzata, e poi nei classici «Rondinella» e «Dimmi ca nun me voi ca so' piccinna», madamizzate, si intende.

Melozzi promette di darci dentro: «Abbiamo riscritto Fimmina, pensando alle donne dell'Afghanistan, alla questione gender, alle campagne svuotate, ai femminicidi... E ho steso un arrangiamento rock per una canzone di Al Bano, sentirete». Il Carrisi, in forma straripante, conferma: «Vorrei aprire con un omaggio a Domenico Modugno, Amara terra mia, e poi faremo questo azzardo rock su Na na na, era il verso che faceva mia madre alle galline quando gli dava da mangiare». Lui il problema di snaturamento della pizzica non lo avverte proprio, e lo spiega dando il braccetto al governatore pugliese Michele Emiliano, sponsor convinto della manifestazione: «È la voce di una terra complessa, che sa amare, cantare, ballare. È una voce antica che è sopravvissuta perché aveva cose da dire, è bello che le dica ai suoi coetanei oggi una ragazza come Madame. A proposito, se le va un duetto, io sono pronto». La cantautrice di «Sciccherie» glissa: «Non programmo niente, ma se dovesse succedere ne sarò onorata».

Intanto, Carrisi si riprende la scena, rivelando che, nei giorni, anzi nelle notti pugliesi della recente vacanza di Madonna, c'era anche lui: «Le ho regalato un miniconcerto, mi è sembrata molto interessata. Ho iniziato con Volare, ancora Modugno, poi I cigni di Balaka, la canzone del famoso plagio di Michael Jackson, quella credo che l'abbia molto divertita. Quindi il Dalla napoletano di Caruso, a lei carissima, e, naturalmente, Felicità».

Ecco, manca lady Ciccone alla Notte della taranta, forse non sarebbe più pizzica, forse il cambiamento della pelle sarebbe completato, forse da qualche altra parta le tammorre ricomincerebbero a suonare rabbiose il loro canto d'alterità inaddomesticabile. 

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