Le abitudini particolari di Brunori Sas: «Sotto la doccia canto in napoletano»

Giovedì 23 Gennaio 2020 di Gennaro Morra
Brunori Sas
Brunori Sas, al secolo Dario Brunori, è sicuramente tra i cantautori più in voga del momento. A tre anni di distanza dalla pubblicazione di “A casa tutto bene”, il suo quarto album che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, 15 giorni fa è uscito “Cip!”, che doveva essere il disco della consacrazione. E, infatti, il nuovo lavoro dell’artista calabrese ha impiegato pochi giorni per conquistare le vette delle classifiche di vendite e d’ascolto, mentre i due videoclip che ne hanno anticipato l’uscita, “Al di là dell’amore” e “Per due che come noi”, sono cliccatissimi sulle piattaforme web e sui social network.

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Un successo annunciato che bissa quello del precedente. E anche il tour che partirà tra un mese – a Napoli si esibirà al Palapartenope il 28 marzo – si prevede che faccia registrare numeri da capogiro, considerato che per qualche data è già stato annunciato il sold out. Intanto, inattesa di esordire il 28 febbraio a Vigevano, Brunori è impegnato in un giro di interviste promozionali. Addirittura Sky Tg24 al cantautore cosentino ha dedicato uno speciale che andrà in onda stasera alle 21 e sarà visibile anche in chiaro sul canale 50 del dgt. Come spesso gli capita, il cantautore non ha esitato a rivelare alcuni elementi della sua vita privata. In particolare, al giornalista che gli chiedeva se gli capitasse di cantare sotto la doccia, ha risposto: «Lo faccio, ma non canto canzoni tipo dei Ricchi e poveri come “Sarà perché ti amo”, anche se sono canzoni di tutto rispetto – ha confessato il 42enne –. Mi piace cantare le canzoni napoletane o le mie stesse cantate in napoletano». E a quel punto, accompagnandosi al pianoforte, ha accennato al suo successo più conosciuto, “La verità”, intonandola con l’accento partenopeo e imitando lo stile neomelodico.
 
Divertente anche un altro passaggio dell’intervista, anticipata dalla piattaforma satellitare pubblicandone sul sito web e sui suoi canali social questi due brevi estratti, in cui Brunori racconta di una sua aspirazione giovanile: «A Siena, già prima di laurearmi, io già suonavo con un mio gruppo, dove militava anche il mio attuale manager. Poi facevo canzoni per cartoni animati, ma con la musica non riuscivo a mantenermi e avevo bisogno di soldi – ricorda il 42enne –. Allora, dopo la laurea, per la disperazione di mio padre, che giù in Calabria aveva una ditta di mattoni, la famosa Brunori sas, e mi voleva lì, ho trovato lavoro come parcheggiatore e l’ho fatto per un annetto buono. Ed è stato un lavoro formativo sotto tutti i punti di vista».
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