Lo Sponz Fest si fa selvaggio e Capossela chiama Borrelli

di Enzo Gentile

Sesta edizione, dal 21 al 26 agosto con un'anteprima il 19, per lo «Sponz Fest», il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela per Calitri e cinque comuni limitrofi dell'Alta Irpinia. Tema e titolo di quest'anno: «Salvagg'-Salvataggi dalla mansuetudine», momento clou la notte selvaggia del 25 agosto, durante la quale l'intero paese, percorso dal «vallone della cupa» a Borgo Castello da «uomini-bestia, uomini-alberi, sponzati con pelo e sponzati semplici», diventerà, dal tramonto all'alba, palcoscenico e, al tempo stesso, opera collettiva del rito. Ad aprire le cerimonie sarà lo stesso direttore artistico in «La Cupa nta la Cupa», concerto in cui il repertorio caposseliano qui nato riecheggerà con lo chansonnier in compagnia di Mimmo Borrelli, una delle voci più originali e profonde del teatro contemporaneo.

Atteso il contributo del popolo Mapuche, indigeni che abitano il Sud del Cile e Argentina, protettori della Patagonia, sono riusciti a veder riconoscere i loro territori come una «nazione» per la resistenza opposta ai conquistatori europei. Saranno allo «Sponz» per l'intera settimana con le loro cerimonie ancestrali, i riti propiziatori, le musiche e le danze collettive, la preparazione del cibo, e ancora giochi, arti e mestieri, terapie collettive, medicina naturale: un programma nel programma. Che prevede quest'anno la presenza: dei Rumiti, maschere ancestrali del Carnevale di Satriano di Lucania; dei Merdules, le maschere sarde di Ottana; dei diavoli dei Krampus di Canazei (Tn); degli A Hawk and A Hacksaw, duo americano affascinato dall'est Europa e dalla natura selvatica in concerto all'alba; di Teho Teardo con «Music for wilder man» insieme al fotografo francese Charles Fréger; del polistrumentista spagnolo Vurro; di Angelo Branduardi con un ensemble di musica antica. E, ancora: un omaggio ad Antonio Infantino con i suoi Tarantolati di Tricarico guidati da Ago Trans, il cileno Chinchinero, Stefano Nanni che dirigerà l'orchestra degli allievi del conservatorio di Avellino nel Requiem per animali immaginari. Più camminate, mostre, incontri, serate danzanti tra balera e giostra, occasioni eno-gastronomiche... L'ideale, insomma, per «sponzarsi» alla grande.
Mercoledì 13 Giugno 2018, 12:53 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2018 12:53
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