I Matia Bazar ricominciano da Luna

Matia Bazar
di Federico Vacalebre

Se i Nomadi restano per sempre Nomadi anche se faticano a darsi una voce stabile, se i Pooh si autoclonano moltiplicandosi, «perché lasciar tacere un repertorio come il nostro?», si è chiesto Fabio Perversi, che nei Matia Bazar è entrato «solo» nel 1998, ma ora rilancia uno dei marchi più gloriosi del pop italiano falcidiato da morti (Aldo Stellita e Giancarlo Golzi) e addii (Carlo Marrale, Piero Cassano, Antonella Ruggiero...). Forte della benedizione degli ultimi due, il tastierista ha stressato con tre anni di provini Luna Dragonieri, classe 1990, pugliese, tutti i talent show già tentati, «sensa sapere che il mio talent show l’avevo già vinto quando Fabio si era accorto che la mia voce aveva qualche affinità con quella dell’immensa Ruggiero, che potevo osare misurarmi con un repertorio prezioso». Ed eccola, scollata, pantaloni che fasciano curve importanti, sul palco del Memo di Milano, misurarsi con le discese ardite e le risalite di «Stasera che sera», «Al cavallo bianco», «Vacanze romane», fino al repertorio più recente, e a «Verso il punto più alto», singolo di debutto di questi Matia Bazar versione 2.1, che la Farn Music di Cosimo Vindice è pronta a riportare in tour dal Cile al Giappone. Perversi sa che ogni paragone è impietoso, non solo vocale: «Come puoi paragonarti con chi non c’è più e ha scritto la storia di questo gruppo che ha scritto la storia del pop italiano? Così, con Luna, ho voluto altre due ragazze, Fiamma Cardani alla batteria, Paola Zadra al basso e Piero Marras alla chitarra. La rivoluzione è fatta, possiamo ripartire».
La Dragonieri deve far suo un canzoniere che è già passato per quattro voci: «Guardo molto alla lezione della Ruggiero e di Laura Valente, un po’ meno a quella di Silvia Mezzanotte e Roberta Faccani, quest’ultima la più lontana da me. Ho scoperto i Matia Bazar a sei anni: ascoltando “Al cavallo bianco” dai miei genitori decisi che volevo fare la cantante». Vero o meno, la storia funziona. Allo showcase d’esordio Luna e gli arrangiamenti mostrano di aver bisogno di rodaggio per evitare l’effetto cover band, ma in fondo anche Nomadi e gli ex Pooh dal vivo sono diventati tribute band di un passato glorioso. Perversi aveva persino azzardato l’«idea di coinvolgere Ruggiero, Cassano e Marrale, i fondatori superstiti, in una super-reunion, anche episodica, ma loro hanno altri interessi al momento. Peccato».
Domenica 21 Gennaio 2018, 18:20
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