Addio a Keith Tippet, icona
del jazz-rock più libertario

Domenica 14 Giugno 2020 di Federico Vacalebre
Keith Tippett
Keith Tippett, gigante del jazz-rock inglese, pianista, compositore, bandleader e grande improvvisatore è morto poche ora fa a 72 anni.
Nato a Bristol il 25 agosto 1947, è stato protagonista assoluto, spesso con la moglie Julie Driscoll, della scena avantgarde inglese sin dagli anni Sessanta, che conquistò appena arrivato a Londra con una  creatività che lo portava a tenere insieme l'energia del rock, la fantasia del jazz e la libertà dell'improvvisazione più radicale e libertaria, passando dai primi tre dischi dei King Crimson all'anarchia organizzata del progetto kolossal Centipede (oltre 50 musicisti). Al Ronnie Scott incontrò i sudafricani Blue Notes - Chris McGregor, Dudu Pukwana, Mongezi Feza, Johnny Dyani and Louis Moholo - mentre al 100 Club andò in scena per la prima volta con a Elton Dean al sassofono, Mark Charig alla tromba e Nick Evans al trombone. Nel 1970 arrivò il primo lp, l'anno successivo il secondo, quindi si unì agli Ovary Lodge, nelle cui fila trovò la futura moglie, la cui voce lo spinse ad oltrepassare ancora gli schemi dei generi e le gabbie della routine. La morte dei suoi amici sudafricani lo spinse al progetto della Dedication Orchestra, ma da irregolare si è sempre divertito nel passare da un progetto a un altro, mettendo in curriculum da un incontro con Peter Brötzmann a un duo con Howard Riley, dalla Derek Bailey's Company ai dialoghi con Stan Tracey, Andy Sheppard e Peter Fairclough, passando per le musiche da film, le collaborazioni con Arthur Brown e Alex Balanescu, l'estremismo da free improvisation dei Mujician fino alla collaborazione con gli italiani Canto Generale.
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