Morto Krzysztof Penderecki: il grande compositore aveva 86 anni

Domenica 29 Marzo 2020
Krzysztof Penderecki
ll compositore e direttore d'orchestra polacco Krzysztof Penderecki, da tempo considerato un «classico postmoderno», è morto all'età di 86 anni dopo una lunga malattia. La notizia è stata data dall'associazione Ludwig van Beethoven, diretta dalla moglie Elzabieta. «La cultura polacca ha subito oggi una grande perdita» ha dichiarato Piotr Glinski, il ministro della Cultura.

LEGGI ANCHE Addio a Ray Mantilla, 85 anni: fu tamburo leggendario del latin jazz

Di origine armena, è stato uno dei pochi autori di musica contemporanea il cui nome sia giunto con successo anche al grande pubblico, visto che la sua musica è diventata la colonna sonora di capolavori del cinema come «Shining» (1980) del regista Stanley Kubrick e «L'esorcista» (1973) di William Friedkin. La sua «Threnodia per le Vittime di Hiroshima», opera composta nel 1961 in memoria delle vittime di Hiroshima, è stata scelta dal regista Alfonso Cuaròn come commento ad una scena del suo «I figli degli uomini» (2006) ed è stata utilizzata anche nell'ottava parte della serie tv «Twin Peaks» (2017). Sue partiture si ascoltano anche in film come «Il Manoscritto trovato a Saragozza« di Wojciech J. Has, «Je t'aime, je t'aime - Anatomia di un suicidio« di Alain Resnais e «Inland empire» di David Lynch.

Penderecki ha composto una decina di sinfonie, molte delle quali di ispirazione cattolica. Particolarmente legato a Giovanni Paolo II, in onore del papa polacco ha composto il requiem «Chaconne (2005). Di
grande rilievo soprattutto la sua settima sinfonia, intitolata «Sette porte di Gerusalemme«, per orchestra, soli e coro. Ha composto la monumentale »Passione di San Luca« nel 1966 per orchestra, soli, coro e voci bianche, ispirata al modello delle »Passioni« di Bach. 

Allievo della Scuola superiore di musica di Cracovia, della quale è poi stato docente e rettore (1972-87), Penderecki ha approfondito nel corso della sua prestigiosa carriera la ricerca timbrica, dimostrando interesse per la vocalità (soprattutto corale), per temi filosofico-religiosi, per l'uso degli archi in emissione sonora non tradizionale, nonché per la sperimentazione sonora. A partire dagli anni Settanta, si è rivolto al recupero di forme della tradizione storica.

Tra le sue opere più significative: «Anaklasis per archi e percussioni» (1960); «Polymorphia per quarantotto archi» (1961); «Stabat mater» (1962); «Passio secundum Lucam» (1965); «De natura sonoris I e II» (1966 e 1970); «Dies irae» (1967); «Utrenja» (1969-71); «Te Deum» (1980); «Requiem» (1984); «Credo» (1998); «Phedra» (2002). Tra le opere teatrali: «I diavoli di Loudun» (1969); «Paradise lost» (1978); »La maschera nera» (1986) e »Ubu rex». Si ricordano anche «Fanfarria real» (2003) e il doppio concerto per violino e viola con Janine Jansen e Julian Rachlin come solisti, eseguito in prima assoluta il 22 ottobre 2012 al Musikverein
di Vienna.

Era nato a Debica il 23 novembre 1933. Suo padre, avvocato e violinista entusiasta, lo introdusse giovanissimo allo studio della musica. Fu ammesso al conservatorio di Cracovia a 18 anni, studiando al tempo stesso filosofia, storia dell'arte e storia della letteratura nell'università della città e dal 1954 composizione presso
l'Accademia Statale di Musica. Nel 1959 vinse il primo premio alla seconda edizione del Warsaw Competition of Young Polish Composers indetto dall'Unione dei Compositori e un anno dopo il suo brano
«Anaklasis» venne esaltato dalla critica. Seguirono altre composizioni in rapida successione e
riconoscimenti importanti come il Premio Unesco, il Gran Premio per le Arti della Renania settentrionale-Vestfalia e il Premio Italia per la «Passione secondo San Luca» (1966). Dal 1972 è stato rettore della Scuola di musica di Cracovia e dal 1973 al 1978 docente presso l'università di Yale.  

A partire dalla seconda metà degli anni '70 Penderecki è stato in tour in tutto il mondo acquisendo una reputazione internazionale come direttore d'orchestra e dirigendo composizioni proprie e di opere altrui.Tra i riconoscimenti ricevuti anche il Prix Arthur Honegger, il Premio Sibelius della Fondazione Wihouri, il Premio Nazionale di Polonia, il  Grawemeyer Award per la composizione musicale, il Cannes Classical Award come «compositore vivente dell'anno» nel 2000, il Premio per le Arti del Principe delle Asturie nel 2001 e il Premio Romano Guardini dell'Accademia cattolica di Baviera nel 2002. E ancora: la Medaglia per la scienza e l'arte della Repubblica Austriaca e il Premio Primetime Emmy della Academy of Television Arts & Sciences.
Tra i messaggi di cordoglio per la sua scomparsa quelllo di Jonny Greenwood dei Radiohead: «E' stato il più grande».
  Ultimo aggiornamento: 17:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA