Napoli, Pino Daniele è adesso con Baglioni & friends

Martedì 27 Febbraio 2018 di Federico Vacalebre
Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Mario Biondi, Francesco De Gregori, Elisa, Emma, Giorgia, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Eros Ramazzotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro: madamina il catalogo pinodanieliano - per ora e rigorosamente in ordine alfabetico- è questo. Attesa da settimane, è arrivata ieri la notizia, anzi la conferma, del cast su cui sarà costruito «Pino è», il concerto grosso danieliano in programma il 7 giugno al San Paolo. Tutti artisti con cui il Nero a Metà ha diviso concerti e/o session in studio, qualcuno come Rama & Jova persino recidivo nel tornare proprio nello stadio di quello storico tour a tre del 1994: appena due anni fa Lorenzo invitò Eros al suo show napoletano per un commosso omaggio dell'amico scomparso.

In quell'occasione spuntò sul palco anche James Senese, e mentre in rete qualcuno inizia a protestare per la scarsa veracità del tributo, è bene chiarire subito che si tratta solo del primo nucleo di artisti invitati: il sassofonista di Napoli Centrale è già stato messo sul chi va là dalla Friends and Partners di Ferdinando Salzano che organizza lo show e dal cui rooster arriva la quasi totalità dei protagonisti ingaggiati per l'occasione. Con James, che quest'anno celebra i suoi primi 50 anni di carriera, pronti anche Tullio De Piscopo e Tony Esposito, anche loro protagonisti del supergruppo del neapolitan power. Rivederli insieme su quel prato verde sarà un colpo al cuore per i fans puri e duri, che all'omaggio a Pino Daniele aggiungeranno il saluto a Rino Zurzolo e il tifo per Joe Amoruso, il tastierista di quella mitica neapolitan all star band, che dopo quasi tre mesi in ospedale è passato da uno stato di coma ad uno di semicoma, dando segni di coscienza insperati anche per i medici. 

Della partita dovrebbe essere anche Enzo Avitabile, ma anche un'intera orchestra e alcuni degli artisti internazionali con cui il Lazzaro Felice ha collaborato: il catalogo, questa volta dei sogni, punta alto, anzi altissimo, visto che inizia con il nome di Eric Clapton per continuare con quelli di Wayne Shorter, Pat Metheny e Chick Corea.
 
Tutti, tanti, canteranno Pino Daniele, ribadendo la sua unicità, l'impossibilità di imitarlo, l'inutilità delle clonazioni. Se le sue cover band si moltiplicano, in tutt'Italia, giorno dopo giorno, non serve al San Paolo una megacover band con vip, nè un Festivalbar pinodanieliano, quanto la capacità di un tributo capace di entrare nelle pieghe di un canzoniere prezioso, di togliere la polvere anche a brani meno noti, di presentare un repertorio strepitoso ai più giovani, a quei giovanissimi che o Pinotto possono ormai vederlo solo su YouTube. Anche per quello, oltre che per business, si intende, all'esperienza live si dovrebbe affiancare come ormai si usa quella televisiva: trattative sono aperte da tempo con Raiuno, per uno special in differita.

Intanto, il 19 marzo il Palapartenope ospiterà a Napoli il quarto memorial «Je sto vicino a te» nel giorno in cui il cantautore avrebbe festeggiato il suo sessantatreesimo compleanno e onomastico, mentre bisognerà aspettare a dicembre per il debutto, sembra ancora al Palapartenope, di «Musicanti», musical costruito sulle canzoni dei primi tre album dell'Uomo in Blues destinato poi a un giro per i teatri d'Italia. E nei negozi si susseguono le ristampe degli lp del periodo Warner. E domenica è nata Melody Daniele, la nipotina che Pino non vedrà, figlia di suo figlio Alessandro. Un altro modo, quel nome, per dire che «Pino è».
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